David Solazzo, l’autopsia parla di dissanguamento ma la famiglia chiede «giustizia e verità»

Il referto scritto non è stato ancora pubblicato ma si parla comunque di dissanguamento. La famiglia di David Solazzo, intanto, chiede di far luce sul caso.

David Solazzo
Indagini sul caso di David Solazzo (foto AdnKronos)

I risultati dell’autopsia sul corpo di David Solazzo evidenziano una morte causata dal dissanguamento. Il cooperante fiorentino è morto il primo maggio nella casa sita a Capo Verde. L’uomo sarebbe stato vittima di un incidente domestico ma la famiglia non crede alla seguente versione che parla di «un’ipotesi incomprensibile e da escludere». Non si conosce, al momento, il referto scritto dell’autopsia. Al momento, in ogni caso, non risultano indagati per la morte del 31enne.

Le indagini degli investigatori di Capo Verde

La sorella del giovane, intanto, ha raggiunto l’isola con l’intento di comprendere come si stia evolvendo la situazione. Il legale della famiglia Solazzo, Giovanno Conticelli, ha dichiarato all’AdnKronos che «tutti gli elementi ci portano ad escludere che David sia morto per un incidente domestico». Secondo gli investigatori di Capo Verde il ferimento sarebbe stato causato da un vetro rotto. Si tratta di una porta situata all’ingresso del palazzo e che, quindi, si affaccia sulla strada.

La versione dell’avvocato di David Solazzo

«David aveva le chiavi di casa – chiarisce l’avvocato -, sono state ritrovate nella toppa della porta al piano superiore. In ogni caso, la rottura di quel vetro non avrebbe permesso l’apertura della porta di ingresso e nemmeno di passare attraverso la fessura dopo la frantumazione. Le tracce ematiche – continua Conticelli – sono state riscontrate nell’androne del condominio, sulle scale condominiali, fin dentro l’appartamento di David: sul divano, nel bagno. Macchie notevoli, tanto da lasciarci perplessi sulla dinamica dei fatti. Perché non ha chiamato nessuno?».

La scena del possibile crimine

«Quel che ci lascia stupefatti – dichiara l’avvocato Conticelli – è che l’autorità giudiziaria di Capo Verde ha dissequestrato l’immobile dopo 48 ore dai fatti permettendo dunque l’accesso e quindi non tenendo conto del rischio di contaminazione ambientale della scena criminis».

Redazione CiSiamo
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