Maduro minaccia i militari: «Se state con Guaidò ammazzo le vostre famiglie»

Prende le foto dei familiari, qualunque essi siano, e le posa su una lavagna per minacciare i militari: ecco la nuova metodologia di Nicolas Maduro.

Nicolas Maduro
Nicolas Maduro

Nicolas Maduro convoca gli ufficiali delle forze armate sospettati di aver avuto contatti con Juan Guaidò e, mostrando loro le foto delle mogli e dei figli, minaccia di ucciderli o deportarli se continueranno a flirtare con il nemico. L’agghiacciante esclusiva viene dal Miami Herald che ha raccolto la testimonianza dell’ex sindaco di Caracas Antonio Ledzema, con il quale due colonnelli della fanteria bolivariana si sarebbero confidati.

Le minacce di Maduro

Gli ufficiali militari venezuelani “sono stati convocati nel temuto quartier generale dell’Agenzia di controspionaggio militare, la DGCIM, sono stati radunati in una stanza a chiedersi cosa si celasse dietro la tendina di stoffa che copriva la bacheca di fronte a loro. Appuntate ad una bacheca in sughero – ha rivelato Ledezma – c’erano le foto delle loro mogli, dei loro genitori, dei loro figli e dei loro nipoti”.

Piccolo inciso: la Direction General de Controintelligencia Militar chavista è tristemente nota per aver già colpito oltre 300 militari sospettati di tradimento, arrestandoli e, secondo dei rapporti trapelati per mezzo di alcune agenzie stampa tedesche, torturandoli in un regime di detenzione barbaro.

Incutere il timore

Il termine più usato per definire in gergo la DGCIM è “L’Inferno”. Secondo l’ex primo cittadino di Caracas “quando è stata sollevata la tendina, quello che il gruppo di ufficiali in uniforme ha visto ha fatto gelare il sangue ai suoi componenti. Appuntate alla lavagna c’erano le foto delle loro mogli, dei loro genitori, dei loro figli e dei loro nipoti. Mentre i funzionari militari convocati realizzavano, deglutendo silenziosamente, natura e finalità di quelle immagini dei loro cari, i funzionari della DGCIM hanno emesso la truce minaccia, secondo fonti ulteriori presenti negli uffici: “Sappiamo cosa hai fatto e li faremo scomparire se continui a parlare con Guaidò”.

Le foto su una lavagna con le rispettive famiglie

L’episodio, che in queste ore è al vaglio, in quanto ad attendibilità e tara pubblicistica, di tutte le agenzie mondiali, è solo uno dei tanti che conferma come il regime madurista – che in questo senso trae ispirazione operativa dalla Direzione di Intelligence Cubana, almeno secondo gli Stati Uniti – riesca a mantenere un ferreo ascendente sulle sue forze armate. “Le minacce credibili di arresto, tortura e persino morte a coloro che si allontanano dai loro cari – spiega il MH – sono tra le misure estreme utilizzate per mantenere in riga la gerarchia”.

Un’altra tattica consolidata per fare cemento della fedeltà delle Forze Armate è quella delle promesse di ricchezza, spesso mantenute, che riguardano soprattutti gli ufficiali superiori con ruoli chiave. Una tattica che a Cuba ha funzionato egregiamente per decenni. Il problema è stabilire, secondo analisti e servizi Usa, se i militari venezuelani siano davvero fedeli a Maduro o “semplicemente” sensibili a questo mix di lusinghe e minacce.

La situazione in Venezuela

Un dato è certo: malgrado gli sforzi di Guaidò, l’impressione è che i militari venezuelani non riescano del tutto a dissociarsi dal regime chavista, non nella misura in cui la pubblicistica “guarimbera” e statunitense vorrebbero far credere. Di fatto a Caracas è in atto un colpo di stato che, a distanza di otto giorni, non ha prodotto alcun ribaltamento degli asset politici ed istituzionali e si è tradotto in una sorta di “guerrilla” urbana in cui i soldati che scelgono Guaidò sono pochi e poco importanti.

Qualcosa vorrà pur dire. “Finché i membri più anziani delle forze armate saranno pagati, Maduro rimarrà”. Parole profetiche pronunciate poco tempo fa da Bueno de Mesquita, professore di politica alla New York University e autore del libro “The Dictator’s Handbook”.