Giudici venezuelani ordinano arresto di Leopoldo Lopez: è un evaso

I giudici venezuelani spiccano un mandato di arresto contro Leopoldo Lopez, il leader dell'opposizione a Maduro fuggito dai domiciliari.

Leopoldo Lopez
Leopoldo Lopez

I giudici venezuelani spiccano un mandato di arresto contro Leopoldo Lopez, il leader dell’opposizione a Maduro fuggito dai domiciliari, dove stava scontando una pena a 14 anni, nel corso del “levantamiento” proclamato da Juan Guaidò pochi giorni fa. Il politico si era rifugiato presso l’ambasciata spagnola a Caracas e, per la Corte Suprema, ora è un latitante a tutti gli effetti.

Leopoldo Lopez

Il gesto, oltre che una valenza squisitamente procedurale, ha un significato politico ben chiaro: in Venezuela c’è ancora un potere giudiziario che funziona ed è fedele al governo in carica, quello bolivariano madurista. “Il tribunale, con la sua sua decisione, ha emesso un mandato di arresto per il servizio di intelligence nazionale bolivariano (Sebin) contro il cittadino Leopoldo López”.

Questa la nota ufficiale del Tribunal Supremo de Justitia, organo giudiziario da sempre accusato dall’opposizione di servire il presidente socialista Nicolás Maduro. In base a quel pronunciamento a Lopez spetta la detenzione nella prigione militare di Ramo Verde, fuori Caracas, dove ha scontato la maggior parte della sua condanna di quasi 14 anni per “incitamento alla violenza”. Lopez fu protagonista della seconda stagione delle “guarimbas”, delle proteste contro Maduro cioé (le prime furono contro Chavez) che nel 2014 fece 43 morti.

Il disposto dei giudici bolivariani recita che il leader dell’opposizione ha violato “in flagranza” la misura degli arresti domiciliari ricevuta nell’agosto 2017 e il divieto di fare dichiarazioni politiche. Poco dopo la sua evasione e prima di trovare riparo in ambasciata di Spagna, Lopez era infatti al fianco di Guaidò per incitare le folle alla rivolta. Mentre lui trovava asilo diplomatico in casa, altri 25 ribelli avevano invece chiesto asilo in Brasile. Ieri Lilian Tintori, moglie di Lopez, ha riferito che la sua casa in una zona residenziale di Caracas era stata perquisita. Secondo la donna il blitz dei servizi era avvenuto martedì sera: “Sono entrati nella nostra casa, come criminali, senza una perquisizione e senza essere presenti. Hanno distrutto la casa e rubato le nostre cose”.