Huawei e le fughe di notizie, la Gran Bretagna trema

Il Regno Unito teme la fuga di notizie che possa minare la sicurezza nazionale in relazione a quanto attuato da Huawei all'interno del Paese.

Huawei
Una delle sede di Huawei

Huawei lavora ai fianchi il Regno Unito e chiede al governo di prendere decisioni “indipendenti” sulla rete 5G. Il parere è dell’ambasciatore cinese a Londra Liu Xiaoming ed arriva nel bel mezzo dello scandalo che sta coinvolgendo esponenti dell’Esecutivo in ordine alla fuga di notizie sui rischi per la sicurezza nazionale connessi al lavoro di Huawei sul territorio britannico.

La situazione di Huawei

La linea per cui consentire al colosso cinese di installare l’impiantistica necessaria alla nuova tecnologia significherebbe offrire a Pechino un bouquet di spionaggio tout court che sta prendendo piede anche al di là della Manica. Quei rischi erano stati messi nero su bianco da paesi come gli Stati Uniti – che con il colosso cinese hanno in corso un lungo braccio di ferro incentrato su spy story da best seller – poi Australia e Nuova Zelanda. Tutti, secondo una inchiesta della Bbc, affermano che “l’azienda cinese è un rischio per la sicurezza a causa dei suoi legami con il governo di Pechino”.

Dalle colonne del Sunday Telegraph, l’ambasciatore ha affermato senza mezzi termini “che la Gran Bretagna dovrebbe resistere alle pressioni di altre nazioni”, come a dire “la vostra linea di diffidenza è un endorsement e non una presa d’atto empirica”. Il diplomatico ha aggiunto che nulla vieta un’analisi legittima dei rischi, ma che “la società ha goduto di un buon track record sulla sicurezza”. Pochi giorni fa, sempre secondo Bbc e Daily Telegraph, il Regno Unito aveva accettato di consentire a Huawei un accesso limitato per contribuire a costruire la nuova rete 5G britannica.

Chi si oppone

Proprio in questi giorni è stata effettuata una richiesta ai ministri di collaborare con la sua inchiesta sulla fuga di discussioni su Huawei al Consiglio di sicurezza nazionale. Una fuga di notizie in merito aveva sollevato un vero vespaio e i Servizi di Sua Maestà, in primis l’MI5, erano scattati in allarme rosso. In queste ore Sir Mark Sedwill ha scritto ai ministri del consiglio e ai loro consiglieri speciali dopo che i dettagli dell’incontro sono apparsi sui media.

Gran parte dell’attenzione si è concentrata su cinque ministri che hanno dichiarato di aver sollevato obiezioni alla decisione di Huawei: il segretario Sajid Javid, il ministro degli Esteri Jeremy Hunt, il segretario alla Difesa Gavin Williamson, il segretario allo sviluppo internazionale Penny Mordaunt e il segretario al commercio internazionale Liam Fox.

Redazione CiSiamo
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