Guaidò prova il colpo di stato: scatta l’ora x in Venezuela

Scatta l'ora x in Venezuela, dove è in atto un tentativo di golpe da parte di truppe vicine al presidente del Parlamento e presidente auto proclamato Juan Guaidò.

Juan Guaidò
Crisi in Venezuela: è guerra tra gli ambasciatori di Nicolas Maduro e di Juan Guaidò a colpi di dossier e accuse di frode

Scatta l’ora x in Venezuela, dove è in atto un tentativo di golpe da parte di truppe vicine al presidente del Parlamento e presidente auto proclamato Juan Guaidò, che dopo un primo assembramento con annessa sparatoria in una caserma alle porte di Caracas ha invitato al “levantamento” tutta la popolazione, annunciando che tutte le forze armate del paese “hanno aderito al processo di porre fine all’usurpazione del regime di Nicolás Maduro.

Guaidò prova il colpo di stato

Dal canto suo, il presidente chavista ha fatto sapere che tutte le misure sono state prese per arginare un focolaio di rivolta guidato dalla destra golpista e “patrocinato” dagli Usa. In effetti uno dei primi a invitare tutte le forze armate bolivariane a schierarsi con Guaidò era stato proprio Marco Rubio, proconsole di Donald Trump in Florida.

Intanto, a strettissimo giro di posta, sono arrivate le condanne del tentativo di colpo di stato da parte delle nazioni più vicine al Venezuela bolivariano di Maduro, Bolivia e Cuba. Nella base militare de La Carlota da cui Guaidò ha lanciato l’appello alla rivolta intanto si segnalano spari ed almeno due feriti, il tutto mentre Vladimir Putin ha allertato i servizi di sicurezza. “Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha riferito alle agenzie di stampa russe che il presidente russo Vladimir Putin ha incluso gli ultimi sviluppi della crisi venezuelana nel suo incontro programmato con il Consiglio di sicurezza”.

Peskov ha detto che “l’incontro ha rivolto molta attenzione alle notizie su un tentativo di colpo di stato in quel paese”. L’Organizzazione degli Stati Americani ha intanto espresso il suo appoggio, ma mancano documenti univoci, al tentativo di golpe che, se da un lato viene visto come un legittimo atto di ripristino delle libertà democratiche, dal’altro è inteso come una vera levata di scudi contro un governo in carica. Via via che le agenzie battono gli aggiornamenti sulla delicata situazione, giungono le prese di posizione degli stati mondiali. L’Unione Europea segue con attenzione l’evolversi della situazione, e in una nota ha ribadito al richiesta di una nuova tornata elettorale, mentre il presidente della Colombia Ivan Duque ha esortato anch’egli le truppe bolivariane ad unirsi alla rivolta di Guaidò. Sono ore concitatissime, in cui la situazione potrebbe precipitare ulteriormente da un momento all’altro.