Il regime di Ortega si dà alla tortura, uccide e perseguita alcuni giornalisti del Nicaragua

Grave problema per una redazione che sta vivendo dei momenti difficili a causa del regime di Ortega in Nicaragua. Minacciata la libertà d'informazione.

Daniel Ortega e la vicenda dei giornalisti in Nicaragua
Daniel Ortega e la vicenda dei giornalisti in Nicaragua

Una “censura di fatto” e uno stato di Polizia che ha ormai seppellito ogni libertà di stampa. E, con esso, i corpi di molti, troppi giornalisti. Il giornalista del Nicaragua Carlos Fernando Chamorro denuncia da Washington la situazione del Paese che, sotto il tacco affilato di Daniel Ortega, sta attuando una “feroce repressione contro i media”, considerandola uno dei cardini della sua azione di governo. Dal canto suo Ortega pare che in queste ore stia valutando di scarcerare i casi diventati grazie ai media più eclatanti.

Ortega e le torture ai giornalisti

Chamorro ha spiegato il fenomeno e denunciato il problema durante una conferenza stampa organizzata dalla Società Interamericana della Stampa e IAD (Inter American Dialog). Il giornalista era stato costretto all’esilio in Costa Rica a gennaio e ha denunciato senza mezzo termini l’omicidio del collega Angelo Ghaona, avvenuto quasi un anno fa.

A quel brutale fatto di sangue erano seguiti la confisca e la chiusura del canale Noticias al 100%, di Radio Dario e di Confidencial. I quotidiani storici del Nicaragua poi, La Prensa e El Nuevo Diario, erano stati ridotti al silenzio con fortissime pressioni sugli editor.

La scelta della testata

Confidential però ha fatto una scelta coraggiosa: metà dell’organico del giornale opera in incognito e da una località segreta dopo essere restato in Nicaragua. Purtroppo l’attività giornalistica lascia per sua natura e soprattutto nella sua attuale veste telematica, dei “plot” abbastanza rilevabili.

Il team di irriducibili è perciò concretamente a rischio. Neanche due mesi fa Human Rights Watch aveva denunciato che “polizia e gruppi armati fedeli ad Ortega hanno molestato, brutalmente aggredito e illegalmente detenuto diversi giornalisti”. La moglie di Chamorro, Desirée Elizondo, ha intanto creato un’organizzazione che rappresenta 130 famiglie delle vittime della repressione di Ortega.

Redazione CiSiamo
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