L’ex vicepresidente del Congo assolto dall’accusa di crimini contro l’umanità, ora chiede maxi risarcimento

Jean Pierre Bemba, ex vicepresidente del Congo, accusato di crimini contro l'umanità dal Tribunale dell'Aja è stato assolto, e ora chiede un maxi risarcimento per i dieci anni di carcere

Jean Pierre Bemba (Facebook)
Jean Pierre Bemba, ex vicepresidente del Congo, accusato di crimini contro l'umanità dal Tribunale dell'Aja è stato assolto, e ora chiede un maxi risarcimento per i dieci anni di carcere

Vuole 76 milioni di dollari di risarcimento e li vuole dal Tribunale Internazionale dell’Aja che lo ha assolto dal reato di crimini contro l’umanità. Lui è Jean Pierre Bemba, ex Vicepresidente della Repubblica Democratica del Congo e ha formalizzato la sua richiesta poche ore fa.

Il processo contro Bemba

Bemba era stato mandato sotto processo perché ritenuto capo di un esercito privato che, fra il 2002 e il 2003 avrebbe ucciso, torturato e fatto stuprare o scomparire migliaia di persone. Da quelle accuse Bemba era stato assolto ma con una vicenda paradossale che si era intersecata con il processo madre: le accuse per corruzione di testimoni a suo carico sono state confermate. In carcere Bemba, che è di fatto la personalità più di peso, in base alla carica ricoperta, fra quelle condannate dalla corte dell’Aja, ci aveva passato comunque dieci anni, questo prima dell’appello con cui le nefandezze a lui contestare nel biennio 2002/03 e con l’endorsement del governo Mobutu, grande amico di suo padre, non erano state attribuite alla sua diretta responsabilità.

Le richieste degli avvocati di Bemba

Gli avvocati di “Gombo”, questo il suo nom de guerre, hanno perciò richiesto la restituzione dei beni che gli vennero confiscati quando la sua aura di sanguinario signore della guerra aveva ancora polpa giudiziaria. Fra essi sette aerei privati, concessioni minerarie per kymberlite, minerale madre dei diamanti, e tre ville faraoniche in Portogallo, “lasciati a marcire”, secondo l’istanza dei legali di Bemba. L’avvocato Peter Haynes, capo del pool difensivo, ha affondato ancor più, motivando la richiesta di maxi risarcimento protocollata nel pomeriggio di ieri all’Aja: “Un innocente ha perduto irrimediabilmente dieci anni della sua vita”. Dopo l’assoluzione Bemba è tornato in Congo, dove però ha perso ogni diritto e privilegio politico a causa di un’altra condanna, quella riconosciuta, per corruzione. Farà il privato cittadino. Da miliardario.

Redazione CiSiamo
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