Marijuana, i democratici sgomitano per legalizzarla

Cannabis, i democratici Usa spingono per la legalizzazione a scopo ricreativo e insistono per la creazione di una giornata mondiale dedicata alla cannabis

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Cannabis, i democratici Usa spingono per la legalizzazione a scopo ricreativo e insistono per la creazione di una giornata mondiale dedicata alla cannabis


Il Partito Democratico statunitense chiede la legalizzazione della cannabis e che l’appena trascorso 20 aprile sia proclamato “giornata internazionale della marijuana”. Sono stati gli stessi candidati alle elezioni presidenziali del 2020 sul fronte dell’Asinello a chiedere che il “Day 420” sia il giorno dedicato alla droga leggera.

Il “Day 420”

La mossa è prog ed elettorale al contempo e denota il fuoco alle polveri su uno dei grandi temi che gli elettori Usa andranno ad usare per maturare le loro espressioni di voto. Il numero 420 fa riferimento, in simbologia, al giorno ed al mese scelti da sempre per celebrare la “Maria”, il 20 aprile appunto, anche se resiste la leggenda, fascinosa ma ovviamente leggerina, per cui 4,20 sia in realtà l’orario canonico in cui, in California, la marijuana viene consumata con maggior appeal rituale.

Le posizioni dei politici

E i politici che ne caldeggiano la legalizzazione ormai si trovano a mazzi. Fra di essi la senatrice della California Kamala Harris, dem candidata alla nomina presidenziale, che ha dichiarato in pieno clima pasquale:“E’ ora di legalizzare quel farmaco in tutto il paese. Le comunità di colore sono state colpite in modo sproporzionato dalla guerra alla droga. Dobbiamo invertire questa tendenza”.

Un altro candidato dem, Cory Booker, senatore del New Jersey, ha usato lo stesso social network per lanciare il suo messaggio di pro cannabis. “Mentre lavoriamo per legalizzare la marijuana a livello nazionale, dobbiamo anche garantire l’uguaglianza nell’industria della marijuana. Le comunità che sono state storicamente attaccate dal fallito War on Drugs non possono essere separate dalle opportunità di partecipare all’economia legale della marijuana “.

Ancora, il legislatore della Camera dei Deputati, Ilhan Omar, che rappresenta il Minnesota, ha anche lamentato che “la criminalizzazione della cannabis si ripercuote sproporzionatamente sulle comunità di colore. Alla fine dobbiamo legalizzare la cannabis a livello nazionale ed eliminare le registrazioni (criminali) di coloro che sono stati incarcerati per crimini legati alla cannabis“.

I dati

I dati in merito fanno comunque riflettere. Secondo El Nuevo Herald i dati dell’American Civil Liberties Union (ACLU), attualmente indicano in nove gli stati del Paese, più il Distretto di Columbia che consentono l‘uso lecito ricreativo della marijuana tra gli adulti, mentre 31 stati lo autorizzano per scopi medici. Due americani su tre sono a favore della legalizzazione, secondo questa organizzazione, che oggi si è anche posizionata in una dichiarazione a favore di questa misura. Tra il 2001 e il 2010, le autorità hanno arrestato otto milioni di persone per crimini legati alla marijuana, sostiene sempre uno studio ACLU, e pare che gli afro-americani abbiano 3,73 più possibilità di essere arrestati per possesso di cannabis rispetto ai bianchi. L’elettorato black è molto suscettibile sul tema e potrebbe fare la differenza nella tornata elettorale del’anno prossimo.

Redazione CiSiamo
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