Cadaveri di bambini donati ai centri di dissezione: bufera nella Chiesa irlandese

Scoperta shock in Irlanda per i cadaveri di alcuni bambini utilizzati dai centri per le pratiche di dissezione. I retroscena e le indagini sul caso.

Cadaveri di bambini, bufera in Irlanda
Cadaveri di bambini, bufera in Irlanda

Cadaveri di bambini nati da ragazze madri regalati ai centri di anatomia, l’Irlanda cattolica trema. Le case famiglia cattoliche irlandesi al centro di una vera bufera mediatica: avrebbero fornito per decenni i cadaveri di numerosissimi bambini ospitati e poi morti alle scuole di medicina, che li hanno utilizzati per la dissezione. Una inchiesta governativa bomba indica che la portata degli abusi in quelle case è molto più ampia di quanto non si creda e che lo scandalo delle cosiddette “Case Magdalene” sarebbe stato solo la punta dell’iceberg.

I cadaveri dei piccoli

Le case Magdalene, lavanderie con mano d’opera femminile border line spesso rifiutata dalle famiglie, erano dei collegi cattolici in cui le ragazze madri venivano rinchiuse e sottoposte ad angherie spaventose, fisiche e psicologiche. Ora si è scoperto che i bambini che le donne portavano in grembo venivano dati alle facoltà di medicina dopo la morte.

Secondo il “New York Times” «la Commissione d’inchiesta Mother and Baby Homes, creata nel 2015 dal governo irlandese, ha rivelato che nella sola Dublino, molte delle case gestite dalla Chiesa cattolica romana avevano ceduto i cadaveri di 950 bambini, quasi tutti nati da madri single, a scuole che prevedevano lo studio applicato di materie anatomiche. La pratica è continuata fino al 1977».

I dettagli

In una delle 13 case esaminate, la casa di Bessborough a Cork, l’inchiesta ha rivelato che non è stato possibile trovare informazioni sui luoghi di sepoltura di oltre 800 bambini che erano morti lì. Il dossier sostiene anche che la collaborazione degli ordini religiosi che gestivano la casa è stata limitatissima, quando non votata all’ostruzionismo.

Lo scandalo delle Case Magdalene aveva portato la cantante irlandese Sinead O’ Connor al famoso gesto di protesta con cui, durante una trasmissione televisiva nel 1992, aveva bruciato in diretta una foto di papa Giovanni Paolo II.

Redazione CiSiamo
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