Julian Assange, fondatore di Wikileaks, arrestato: le accuse

Julian Assange, co-fondatore di Wikileaks è stato arrestato oggi a Londra. Assange si era rifugiato all'ambasciata ecuadoriana 7 anni fa

Julian Assange arrestato
Julian Assange arrestato

Julian Assange, co-fondatore di Wikileaks è stato arrestato oggi a Londra. Assange si era rifugiato all’ambasciata dell’Ecuador a Londra 7 anni fa per evitare l’estradizione in Svezia. Ora però è stato arrestato. Gli agenti britannici hanno prelevato il fondatore di Wikileaks per portarlo alla stazione centrale di Scotland Yard. Era accusato di violenza sessuale. Il Presidente dell’Ecuador, Lenin Moreno, ha dichiarato di aver ritirato l’asilo all’uomo a seguito delle ripetute violazioni alle convenzioni internazionali.

Julian Assange arrestato

“Affronterà la giustizia del Regno Unito. Queste le parole del ministro dell’Interno britannico, Sajid Javid. Nel 2010 un tribunale svedese aveva chiesto l’arresto di Assange per tre accuse di stupro, molestie sessuali e di “coercizione illegittima”. Nel 2017 il caso era stato però archiviato.

Resta aperto nei suoi confronti però il mandato d’arresto da parte della polizia di Londra. Nel 2010 era stato arrestato dalla polizia in seguito a un mandato di arresto europeo e internazionale da parte dell’Interpol, su richiesta delle autorità svedesi.

Le dichiarazioni delle autorità australiane

Assange è cittadino australiano, e il Primo Ministro Scotto Morrison ha assicurato che non riceverà un trattamento speciale. Il Guardian riferisce che il Ministro degli Esteri australiano Marise Payne ha dichiarato che la Gran Bretagna non accetterebbe l’estradizione se un individuo dovesse affrontare la pena di morte a cui “l’Australia è completamente contraria”.

Le accuse

I legali di Julian Assange hanno fatto sapere che l’arresto è avvenuto in relazione a una richiesta di estradizione degli Stati Uniti“, in relazione all’accusa federale “di aver partecipato ad un complotto per accesso abusivo in una rete informatica”. Infatti, il 47enne è accusato di aver “aiutato Chelsea Manning, ex analista dell’intelligence militare, ad entrare nei computer protetti da password del dipartimento della Difesa collegati al Siprnet, la rete del governo americano usata per documenti e comunicazioni classificate”.

Assange avrebbe incoraggiato Manning

Nell’atto di accusa dei procuratori distrettuali di Alexandria si afferma che Assange ha incoraggiato in modo attivo” Manning a consegnare materiale top secret. Eppure Manning disse durante il processo di aver inviato di sua iniziativa i documenti rubati a Wikileaks: nessuno del sito di Assange le aveva mai chiesto di dare altre informazioni. All’epoca, i Porcuratori presentarono copie di conversazioni in chat tra Manning ed Assange e sostennero quindi che i due avevano collaborato.

Le dichiarazioni di Donald Trump

Nel 2016 Trump twittò: “I love Wikileaks”, quando il sito pubblicò mail compromettenti su Hillary Clinton. Ora ai giornalisti che gli hanno chiesto se fosse dello stesso parere, Trump risponde: “Non so nulla di Wikileaks, non è una cosa che mi interessa e so che è qualcosa che ha a che fare con Julian Assange. Vedremo quello che succede con Assange, non so molto di lui, non è la questione della mia vita”.

Il dibattito

L’arresto ha provocato un acceso dibattito, come era prevedibile. Il governo britannico difende l’arresto perché: “nessuno è al di sopra della legge”. Assange sarebbe infatti colpevole di aver infranto i termini della libertà condizionale per non essersi consegnato alle autorità britanniche per un mandato del 2010 legato alle accuse di violenza sessuale in Svezia.

“Un pericoloso precedente”

Dall’altra parte, i gruppi laburisti e delle libertà civili hanno condannato la richiesta di estradizione degli Stati Uniti. In particolare, l’avvocato di Assange, Jennifer Robinson, ha dichiarato che l’arresto del suo cliente è un “pericoloso precedente”. Anche l’ex analista della Nsa americana Edward Snowden ha definito l’arresto un “momento buio per la libertà di stampa“. “Le immagini dell’ambasciatore dell’Ecuador che invita la polizia segreta britannica all’interno dell’ambasciata per trascinare fuori dall’edificio un giornalista vincitore di premi finiranno nei libri di storia. I critici di Assange possono anche rallegrarsi, ma questo è un momento buio per la libertà di stampa”, ha scritto Snowden in un tweet.


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