Migranti, il modello porte aperte fallisce in Svezia in tanti ghetti

Migranti, il modello porte aperte fallisce in Svezia
Migranti, il modello porte aperte fallisce in Svezia

Migranti, in Svezia torna sotto accusa il “modello porte aperte” dopo che, come riporta il Messaggero, un ragazzo islamico si è rifiutato di stringere la mano a una donna con cui stava per fare un colloquio. “La mia religione mi vieta di avere contatti di questo tipo con una donna. La storia però non finisce qui, il ragazzo, a cui la dirigente a spiegato che “stringere la mano è segno di buona educazione”, ha presentato una denuncia per discriminazione.

Il Comune si è dunque affrettato a risarcire il giovane, nonostante per molti fosse stato proprio lui a discriminare una donna.

I migranti e il modello porte aperte

Questa storia, per alcuni, è l’ennesimo esempio di come il modello delle porte aperte sia in realtà un fallimento. Secondo i dati del Consiglio nazionale per la prevenzione del crimine, nel 2017 ci sono state 73 aggressioni sessuali per ogni 100 mila abitanti, il 24% in più che negli anni passati. E il 58% dei condannati sarebbero nati fuori dall’Unione europea.

In Svezia, a differenza che in Italia, è considerato razzismo il solo interrogarsi sui problemi dell’accoglienza. E anche le parole dellex primo ministro conservatore Fredrik Reinfeldt sembrano confermare le eccessive remore. “a Svezia, senza l’influenza delle culture degli immigrati, sarebbe solo barbarie”. Mentre l’ex
leader dei socialdemocratici: “Gli svedesi devono essere integrati nella nuova Svezia multiculturale”.

Parole che ha molti non sono andate giù. Ormai, infatti, in Svezia quasi il 60% dei cittadini considera troppi gli immigrati.

Redazione CiSiamo
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