Guerra in Libia, Al-Jazeera: “Profughi liberati e mandati a combattere”

Nuovo capitolo della guerra che sta divampando in Libia: fonti ufficiali di Al-Jazeera riferiscono che i profughi adesso sono stati reclutati come combattenti.

Guerra in Libia, profughi mandati a combattere
Guerra in Libia, profughi mandati a combattere

Nuovo capitolo della guerra che sta divampando in Libia: fonti ufficiali di Al-Jazeera riferiscono che i profughi adesso sono stati reclutati come combattenti. Da merce di scambio dei trafficanti sono diventati dunque soldati e inviati a combattere contro l’esercito di Khalifa Haftar. Questo è solo l’ultimo tassello di un conflitto che si sta allargando sempre di più. Solo qualche giorno fa l’ultimo atto di forza di una delle due parti, la distruzione dell’aeroporto di Tripoli.

Guerra in Libia, profughi mandati a combattere

Le condizioni dei profughi in Libia erano già al limite. Adesso si aggravano ancora di più. L’esercito di Fayez al-Sarraj si è presentato nei centri di detenzione scatenando il panico. I profughi vengono vestiti, armati e mandati al macello.

Come riporta Faro sul Mondo, il Governo di unità nazionale libico si sta difendendo dall’offensiva mandando le forze armate di Fayez al-Serraj, rinforzate da milizie, fra le quali quelle di Misurata. L’operazione è stata denominata “Vulcano di rabbia”.

Guerra in Libia, accuse alla Francia

Il Governo di Sarraj ha anche accusato la Francia di Macron di sostenere Haftar. Secca la replica francese, che ha smentito ogni coinvolgimento. Intanto, mentre gli Usa si ritirano dalle zone calde, si aggiornano i bilanci del conflitto. Molte zone sono rimaste isolate, si contano oltre 34.000 persone che sono scappate abbandonando casa e averi. Le Nazioni Unite chiedono un tregua in modo che si possa arrivare a una soluzione pacifica. A oggi, questa rimane un’utopia.


Redazione CiSiamo
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