Donald Trump deride due deputate democratiche e ironizza sui richiedenti asilo

Donald Trump ha ironizzato ieri su due deputate democratiche e sui richiedenti asilo al confine con il Messico durante l'annuale riunione della Republic Jewish Coalition

Donald Trump e i coccodrilli al confine
Donald Trump e i coccodrilli al confine

Tante gaffe tutte in una volta non si erano mai viste, soprattutto per bocca di un Presidente degli Stati Uniti. A battere il record è stato Donald Trump, che ieri alla riunione annuale della Republican Jewish Coalition a Las Vegas non ha risparmiato nessuno.

La prima stoccata

La prima stoccata è stata rivolta alla giovane deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, che Trump non ha mai nominato direttamente. Ma tutti hanno colto chiaramente il riferimento quando il Presidente ha detto che il Green New deal, l’ambizioso piano per salvare l’ambiente con energie rinnovabili, è stato proposto da “una meravigliosa giovane barista“. La Ocasio- Cortez in passato ha infatti lavorato come cameriera in un locale.

L’attacco a Ilhan Omar

Ma la giovane deputata dem non è stata l’unica nel mirino di Trump, che ha poi ironizzato sulla deputata musulmana dem Ilhan Omar. La deputata è stata accusata di antisemitismo per aver sollevato il problema di quanto la lobby ebraica influenzi il Congresso su Israele, e Trump non si è lasciato sfuggire il bersaglio. “Un grazie speciale alla deputata Omar del Minnesota”, ha ironizzato il Presidente. “Oh, dimenticavo. A lei non piace Israele, scusate”, ha dichiarato. Giusto il giorno prima, a New York era stato arrestato un uomo accusato di aver minacciato di morte la deputata, definendola una “terrorista”.

“Il programma di asilo è una truffa”

E infine Donald Trump si è scagliato contro alcune delle persone che chiedono asilo al confine col Messico. Ha infatti affermato che sembrano combattenti di arti marziali miste allenati da avvocati a dire che temono per le loro vite se costretti a tornare a casa. “Il programma per l’asilo è una truffa”, ha detto. Secondo il Presidente lo userebbero alcune delle persone più violente, “persone che sembrano quelli che devono combattere per la Ufc”, riferendosi alla Ultimate Fighting Championship, un’organizzazione di arti marziali miste statunitense. “Non amiamo” ha spiegato “il fatto che abbiano i tatuaggi sulla faccia, questo non è un buon segno. Non amiamo il fatto che portino le bandiere dell’Honduras o del Guatemala o del Salvador, solo per dire che sono pietrificati nel loro Paese”.

Redazione CiSiamo
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