Crisi in Venezuela: convocato il Consiglio di Sicurezza dell’Onu

Convocato il Consiglio di sicurezza dell'ONU sulla crisi in Venezuela: dovrà valutare dati relativi allo stato di malnutrizione e condizioni socio-sanitarie in cui versa la popolazione

Crisi Venezuela
Convocato il Consiglio di sicurezza dell'ONU sulla crisi in Venezuela: dovrà valutare dati relativi allo stato di malnutrizione in cui versa la popolazione


Mercoledì prossimo si riunirà il Consiglio di Sicurezza dell’Onu per discutere della crisi in Venezuela. Fonti diplomatiche hanno fatto trapelare la notizia poche ore fa, spiegando che quel summit sarà caratterizzato dalla lettura di un voluminoso dossier del governo Usa in cui vengono espresse preoccupazioni vivissime per il peggioramento della situazione degli aiuti umanitari.

Il tema centrale del dossier

Al centro di quel dossier la situazione specifica di donne e bambini “reclusi” dal regime chavista di Maduro. Il pressing per giungere ad una soluzione che premi la linea di appoggio all’anti Maduro Guaidò è evidente. Ma c’è anche un documento ufficiale a trazione Onu, su cui il dossier a trazione Usa si innesta con la logistica degli atti perfetti, umanitari e politici al contempo.

I dati

Dal Palazzo di Vetro di New York, che ha redatto il pro memoria la settimana scorsa, fanno sapere che “sette milioni di persone – un quarto della popolazione venezuelana – hanno bisogno di aiuti umanitari e continuano a non avere hanno accesso al cibo e alle medicine”. Secondo quel rapporto, che scende nello specifico e tocca il nervo scoperto di cifre in aumento esponenziale, sono circa 3,7 milioni i venezuelani che soffrono di malnutrizione, tre volte di più rispetto al periodo dal 2010 al 2012. Almeno il 22% dei bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione cronica e la metà di essi è a forte rischio di malattie infettive dovute alla crisi idrica e di tossinfezioni alimentari dovute a malnutrizione e drastico calo degli standard di igiene e profilassi generale.

Chi si occuperà della crisi umanitaria?

Agli osservatori internazionali non è sfuggito il particolare, non da poco, della sede che di quella crisi umanitaria dovrà occuparsi, cioé l’organo delle Nazioni Unite chiamato statutariamente a sanzionare politiche anti umanitarie e a prendere in visione situazioni suscettibili di escalation nel capo dei conflitti convenzionali. Fra i suoi membri permanenti figurano Russia e Cina, che sulla crisi venezuelana hanno posizioni di endorsement nettissimo con la politica di Maduro, quella che a detta del dossier è la sola responsabile dell’oggetto della riunione. Il braccio di ferro, a contare la storica e sul caso di specie confermata sintonia del Regno Unito con le poszioni Usa e la posizione ambivalente della Francia – che su altri tavoli più discreti sta chiedendo (di nuovo) mano libera in Libia – si preannuncia perciò durissimo.