Trump supera il veto al muro minacciando di chiudere confine Messico

Donald Trump minaccia di chiudere il confine fra Stati Uniti e Messico, il count down inizierà proprio questa settimana.

Il rischio di impeachment per Trump e l’auspicio dei democratici
Il rischio di impeachment per Trump e l’auspicio dei democratici

Donald Trump minaccia di chiudere il confine fra Stati Uniti e Messico, il count down inizierà proprio questa settimana. L’intenzione del presidente Usa di bloccare la frontiera meridionale, non si sa ancora se pubblicistica o concreta, era stata annunciata dallo stesso lo scorso fine settimana; se il governo messicano non avesse immediatamente interrotto i flussi migratori clandestini, quella linea sarebbe diventata muro.

Confine Messico-Usa

Era saltata agli occhi di tutti gli operatori la delicatezza di una misura così drastica, che influenzerebbe le economie di entrambe le nazioni, ma Trump aveva ribadito: “Non sto scherzando. Potrebbe significare (escludere) tutto il commercio con il Messico, ma possiamo benissimo chiudere il confine per un lungo periodo”. Il presidente tycoon è impegnato da oltre due anni nella battaglia politica pe erigere il famoso muro al confine con il Messico e solo il Congresso a trazione dem finora aveva vanificato questo suo proposito.

La chiusura del confine è una minaccia non nuova anche nella sua veste temporanea, ma stavolta la minaccia pare concreta. Pochi giorni fa un folto gruppo di clandestini era riuscito ad attraversare lungo la fascia di Sonora ed era stata un po’ la goccia che aveva fatto traboccare il vaso. Ma cosa comporterebbe una temporanea chiusura del confine messicano?

Forte impatto sull’economia

Innanzitutto un impatto fortissimo sulle comunità transfrontaliere da san Diego fino al tratto texano, per non parlare dei supermercati che vendono prodotti messicani e del settore della ristorazione in generale, dove la cucina tex mex è regina assoluta; nachos, quesadillas, burritos e simili scomparirebbero dalle tavole statunitensi in meno di due giorni. Per non parlare poi delle fabbriche che lavorano con pezzi semi assemblati in Messico (si pensi a tutti i sistemi di cavi che vengono poi montati sulle auto Usa).

I due paesi commerciano per quasi due miliardi di dollari (fonte, Camera di Commercio Usa) e coinvolge direttamente o indirettamente non meno di 5 milioni di lavoratori americani, l’intera popolazione del Lazio e della Campania del nord, per capirci. Ma Trump non desiste, da Palm Beach, in Florida, uno degli stati più amerindi della federazione, ha chiaramente detto che non ci sta a farsi prendere per i fondelli: “Per le autorità messicane sarebbe molto facile fermare i migranti che viaggiano attraverso il Messico prima di tentare di entrare negli Stati Uniti senza autorizzazione, ma prendono solo i nostri soldi e parlano a vuoto.

Redazione CiSiamo
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