Tiro a segno dei parà britannici a Kabul contro poster di Corbyn

Fra i diversi modi per affrontare il problema Brexit questo forse è il più drastico: sparare a una sagoma del leader dei laburisti britannici Jeremy Corbyn.

Elezioni Uk, Corbyn valuta le dimissioni
Elezioni Uk, Corbyn valuta le dimissioni

Fra i diversi modi per affrontare il problema Brexit questo forse è il più drastico: sparare a una sagoma del leader dei laburisti britannici Jeremy Corbyn. Se poi a farlo sono dei soldati inglesi allora la faccenda davvero merita qualche approfondimento. Sta facendo il giro del mondo il video girato in un compound militare britannico in Afghanistan e postato su Twitter da un corrispondente di Sky News in cui si vedono alcuni paracadutisti di Sua Maestà fare il tiro e segno ravvicinato con le loro Glock 17 (non Browning come scritto da qualcuno, quelle non le hanno più da sei anni) contro un’immagine che ritrae Corbyn, proprio lui.

Tiro a segno contro Corbyn

I militari sono di stanza a Kabul, sono in quattro, il loro tiro è quasi a bruciapelo e le armi vengono ricaricate per reiterare le salve contro la foto del leader politico socialista che in queste ore sta duett(ll)ando con Theresa May nelle ore cruciali per la Brexit del Regno Unito.

Video e notizia correlata non sono una fake, dato che proprio il ministro della Difesa britannico, Gavin Williamson, non solo ha confermato la assoluta veridicità di quelle immagini, ma ha anche annunciato l’apertura di un’inchiesta ufficiale dopo essersi consultato con il comando di brigata delle truppe con basco amaranto in missione in Afghanistan. “Siamo a conoscenza del video che sta circolando in rete. Questo comportamento è inaccettabile ed è contrario a tutti gli alti standard previsti dai nostri corpi militari. Adesso abbiamo avviato un approfondimento per accertare le responsabilità”.

La nota è del portavoce di Williamson. L’autore del post, Alistair Bunkall, ha spiegato che i militari gli avrebbero detto, una volta venuti a conoscenza della disponibilità di quel video da parte dei media, che “i colpi esplosi non sono proiettili, ma vernice come quelli del paintball”. Un evidente tentativo di trovare il pannicello caldo per una faccenda che ha il suo peso, dato che è evidente che in un teatro operativo e nella disponibilità di truppe d’assalto aviotrasportate è molto più probabile la disponibilità a tutto tondo di munizionamento vero che di proiettili da war games nel boschetto dietro casa.

Redazione CiSiamo
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