Silvia Costanza Romano, il Kenya respinge investigatori italiani

Ancora non si sa niente sulle sorti di Silvia Costanza Romano, rapita in Kenya 4 mesi fa. Ora, si apprende, il paese africano ha respinto gli investigatori italiani.

Silvia Costanza Romano
Silvia Romano

Ancora non si sa niente sulle sorti di Silvia Costanza Romano, rapita in Kenya 4 mesi fa. Ora, si apprende, il paese africano ha respinto gli investigatori italiani. Da quando la giovane volontaria è sparita, il Governo italiano ha chiesto già in ben 8 occasioni al paese africano di poter inviare un team di investigatori del Ros dei Carabinieri per partecipare alle indagini. Ma non è arrivata nessuna risposta. Mai. Così come è accaduto anche con l’omicidio di Giulio Regeni, anche questa volta sembra sia difficile raggiungere la verità.

Silvia Costanza Romano rapita in Kenya

Ormai non si hanno più notizie da mesi. Lo stesso premier Giuseppe Conte ha ammesso: “Stiamo seguendo il caso attraverso canali di discrezione: più che canali diplomatici è la nostra intelligence che ci sta lavorando. Posso dire che c’è stato un momento in cui sono stato confidente che si potesse avere un risultato positivo a portata di mano. I gruppi criminali sono stati individuati, ma non siamo ancora riusciti a venirne a capo e a raggiungere quel risultato per cui lavoriamo da mesi”.

Qualche giorno fa l’Italia ha provato di nuovo a insistere con il Kenya per potere inviare degli uomini sul campo. Le indagini, adesso e dopo vari colpi di scena, si sono indirizzate verso la zona della contea meridionale del fiume Tana, un’area vastissima e impossibile da controllare.

Ricostruzione non ufficiale

C’è anche chi ha avanzato una ricostruzione diversa da quelle ufficiali. Tra i media locali, qualcuno ha sostenuto Silvia sarebbe stata uccisa in uno scontro a fuoco tra i suoi rapitori e un gruppo di islamisti somali di al Shabaab a cui i sequestratori avrebbero voluto venderla.

Una scena da film che parla di una trattativa finita male. Ma nulla di tutto ciò per ora è stato verificato. Così come non è stato confermato l’accostamento dell’italiana a un non precisato traffico illegale di avorio. Tutte falsità che servirebbero più che altro a coprire l’incapacità degli investigatori locali africani.

Redazione CiSiamo
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