Venezuela, ultime notizie: esodo dei medici persi fra la fedeltà a Ippocrate e l’obbedienza al regime

Il personale medico del Venezuela continua a vivere un momento non semplice. Il Governo di Nicolas Maduro crea non pochi problemi.

Sanità in Venezuela, la situazione dei medici
Sanità in Venezuela, la situazione dei medici

Un vero esodo di camici bianchi da una realtà bolivariana che non permette loro di ottemperare al giuramento di Ippocrate. La sanità del Venezuela è al collasso, ma i medici che denunciano uno stato delle cose ormai insostenibile vengono licenziati su due piedi. Su tutto poi grava un silenzio quasi tombale imposto dal governo di Maduro per evitare che quel collasso in uno dei settori vitali dello stato incentivi lo sfaldamento della sua “ricetta” governativa.

I problemi del Venezuela

È notizia di queste ore che numerosissimi medici che avevano osato denunciare la assoluta inadeguatezza del sistema sanitario venezuelano sono stati messi alla porta d’ufficio. A denunciarlo è stato Keyner Celis, un medico 25enne in forza all’ospedale José Maria Benitez, nello stato di Aragua.

Il camice bianco si è «stancato di vedere la gente che muore perché i defibrillatori non funzionano» o perché gli antibiotici standard sono ormai diventati roba da mercato nero. Neanche aveva fatto il giovane medico a denunciare uno stato delle cose così drammatico che la lettera di licenziamento lo ha raggiunto 24 ore dopo la pubblicazione delle sue affermazioni on line.

I medici

«Abbiamo pazienti che per un intervento chirurgico standard devono aspettare anche cinque o sei mesi – aveva rincarato la dose Celis –; ogni giorno muoiono da cinque ad otto persone per ‘semplici’ carenze di medicinali ed attrezzature di base. A volte dobbiamo operare alla luce dei nostri cellulari».

Il terreno dello scontro in Venezuela è proprio quello degli aiuti umanitari, alimentari e soprattutto medicinali, a cui però Maduro si oppone con la forza temendo che a loro traino possano arrivare truppe, idee e circostanze politiche favorevoli al suo rivale filo americano Guaidò. Ma intanto in Venezuela si continua a morire.

Le cifre

La Federazione dei medici venezuelani, secondo il Miami Herald, snocciola cifre inquietanti su una forbice temporale medio lunga: dal 2007 e dal Venezuela chavista sono stati 26mila i medici che hanno abbandonato il Paese.

Salari da fame e inflazione hanno avuto facile gioco nello spingere i sanitari a quell’esodo che ha ridotto il paese, specie nelle ultime drammatiche contingenze politiche, in condizioni para medievali. I plichi rimasti sono sempre lì, a basculare fra il dovere etico di rispettare il giuramento di Ippocrate e quello politico di  non criticare il Partito Socialista Unico del Venezuela.