Crisi Venezuela, Maduro: “Sciogliere l’esecutivo per profonda ristrutturazione”

Nicolas Maduro comunica con un tweet della Vicepresidente Delcey Rodriguez la volontà che si dimetta tutto l'esecutivo per la "una profonda ristrutturazione" del governo

Nicolas Maduro
Nicolas Maduro

Nicolas Maduro sente puzza di bruciato nel suo esecutivo e chiede all’intero gruppo di dimettersi in massa, per consentirgli di “concentrarsi nella lotta per mantenere il governo del nostro Paese”. I due mesi di crisi politica in Venezuela sembrano dunque essere arrivati al punto di non ritorno.

Il tweet di Delcy Rodriguez

Se Maduro chiede il reset del governo è evidente che sente, o meglio sa, che la sua graniticità è stata minata e che le lusinghe di servizi Usa e inviati di Guaidò per far abbandonare la barca prima del gorgo irreparabile hanno fatto presa. Maduro ha affidato ad un tweet di ieri sera le sue intenzioni ma, esperto com’è, si è ben guardato dal farlo direttamente: ha scaricato la patata bollente su un imbarazzatissimo vicepresidente Delcy Rodriguez. A lui il compito di spiegare l’invito alle dimissioni corali e annunciare una “profonda ristrutturazione del governo per fortificare la nazione contro qualsiasi minaccia”.

La minaccia i Guaidò

Anche e specialmente contro le minacce interne, interne proprio al governo ormai. Ormai per il potere in Venezuela e per una sua legittimazione internazionale si combatte senza esclusione di colpi. La tecnica “erosiva” di Juan Guaidò pare aver sortito il suo scopo carsico: creare un super fronte internazionale di oltre 50 paesi che lo riconoscono come presidente legittimo – cioè come anti Maduro patentato – e diventare il grimaldello con cui Washington spera di scardinare il più grande petrolificio del mondo occidentale.

Uno scatto in avanti?

A ben vedere e come rileva il Miami Herald, il Paese bolivariano non è nuovo ad avvicendamenti repentini, ma di solito avevano investito i vice presidenti, non l’intero esecutivo. Dopo le grandi manifestazione contrapposte dell’ultimo week end e con Guaidò ormai in tour come e peggio dei Kiss, la corsa per Palazzo Miraflores potrebbe concludersi in questi giorni con qualche inatteso scatto in avanti. Maduro ha ancora dalla sua buona parte dei venezuelani in divisa, Guadò sta facendo breccia progressiva nei ceti più bassi ridotti ormai allo stremo.

“Non ci arrenderemo a nessun impero”

Il presidente chavista, dal canto suo, da Twitter non scappa certo: “Abbiamo ereditato la nostra incrollabile volontà di combattere dagli uomini e dalle donne che hanno liberato questo continente dall’impero spagnolo”, ha scritto su Twitter domenica. “Non ci arrenderemo a nessun impero!”