Brexit ultime notizie: messo a punto kit per prepararsi alla “fine del mondo”

Per prepararsi alla Brexit gli inglesi si stanno attrezzando. Un importatore di sementi di origine italiana, Paolo Arrigo, ha pensato bene di inventarsi il kit di sopravvivenza con semi di verdure e ortaggi facili da coltivare.

Theresa May e la Brexit
Theresa May e la Brexit

Nel Regno Unito arriva la Brexit? Poco male, siamo inglesi e niente panico, ci stiamo attrezzando. Un importatore di sementi di origine italiana, Paolo Arrigo, ha pensato bene di inventarsi il kit di sopravvivenza con semi di verdure e ortaggi facili da coltivare.

Kit sopravvivenza

Sta facendo affari d’oro con quella parte di popolazione britannica che, dal 29 marzo, potrebbe ritrovarsi con le dispense vuote in virtù del fatto che il loro paese dipende dall’Europa continentale per oltre due terzi dell’import. Al di là del clima millenarista, rischi paventati e soluzioni tecniche paiono aver aguzzato l’ingegno dei britannici in maniera esponenziale.

Arrigo ad esempio, nella sua disamina della situazione, è stato di una chiarezza (e preveggenza commerciale) proverbiale: “Se pianti ogni mese dei semi, ogni mese avrai prodotti, il che significa che potremo offrire verdura fresca alle nostre famiglie se le forniture dovessero essere interrotte dopo il 29 marzo”.

Imprenditore piemontese

L’imprenditore, che ha origini piemontesi, dirige l’azienda di famiglia Seeds of Italy e nella Brexit ci ha trovato un mezzo El Dorado. Ma non è il solo, anzi, proprio in queste ultime settimane cruciali sarebbe stato contattato da esponenti del “48% Preppers”, un movimento che conta già più di 15mila iscritti.

Che roba è? Semplice, il 48 rappresenta la percentuale di britannici che avevano votato a favore della permanenza in Europa nel referendum del 2016. I membri di questo esercito di europeisti albionici si scambiano opinioni su forum specializzati, consigli su cosa acquistare, come conservarlo e dove reperirlo.

All’interno dei gruppi ci sono poi sottosezioni di acquisto on line. Una società del Galles vende i “Brexit Box“, scatole con cibo secco e congelato, filtri per acqua potabile e kit anti incendio in caso di sommosse popolari.

300 sterline

Il tutto al modico prezzo di 300 sterline, hai visto mai? Il problema è molto meno bislacco di quanto non sembri: l’uscita della GB dall’UE non ha ancora accordi quadro precisi in quanto a modalità. Il Parlamento aveva respinto l’accordo fra Europa e Regno Unito e in campo ci sono tre opzioni: lasciare l’Europa tout court, farlo con un accordo o posticipare il tutto. Se dovesse verificarsi la prima ipotesi, a partire dal 30 marzo nei porti e ai varchi doganali potrebbe scatenarsi il caos.

Ecco che dunque autorità e grandi compagnia britanniche si sono preparate al peggio: tonnellate di gelati, cioccolato e biscotti sono state immagazzinate (celebre la paventata scomparsa del Mars e degli snack similari, dato che le materie prime per farli sono quasi tutte di provenienza continentale) assieme a medicine, sacchi a pelo e quant’altro. Ma c’è un problema nel problema: i vertici delle grandi catene di super market hanno annunciato che su scaffali e in magazzino non c’è più spazio per le scorte, anche dopo aver affittato siti esterni.

“Gravi problemi”

L’annuncio del governo dei possibili “gravi problemi” che potrebbero crearsi nel traffico delle merci e nel Canale della Manica, con “una limitata disponibilità a selezione di ogni prodotto” ha perciò  fatto fare ai cittadini di Sua Maestà il salto autarchico.

Melvin Burton, 45enne della zona di Cambridge con moglie e figlioletto di 8 anni che è iscritto ai “48%”, si è preparato a modo suo per questa mezza apocalisse.

Coltiva verdure, immagazzina frutta secca e compra di tutto. In cantina ha scorte di “Salsa di pomodoro, pomodori a pezzi, carne in salamoia, miele, tonno e fagioli in scatola, prosciutto in lattina”.

Cibo per gatti

Poi aggiunge, intervistato dal Miami Herald: “Ho iniziato a compare alimenti e attrezzature un anno e mezzo fa”. E Melvin davvero ha comprato di tutto. Perfino enormi sacchi di cibo per gatti. Solo che Melvin di gatti in casa non ne ha. “E’ per noi – ha ammesso candidamente – se le cose dovessero mettersi davvero male non voglio soffrire la fame”. Buon appetito, Melvin.

Redazione CiSiamo
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