Muore il serial killer “Machete Corona”, violentò e fece a pezzi 25 braccianti agricoli

E’ morto Juan Corona, "El Machete", il serial killer messicano che seviziò e uccise a colpi di coltellaccio 25 braccianti agricoli della contea di Sutter, in California.

Juan Corona
Juan Corona

E’ morto Juan Corona, “El Machete”, il serial killer messicano che seviziò e uccise a colpi di coltellaccio 25 braccianti agricoli della contea di Sutter, in California. A 85 anni, il serial killer è spirato lunedì in ospedale dopo aver abbandonato per una urgenza medica la sua cella della California State Prison Corcoran, dove stava scontando 25 ergastoli, uno per ognuna della sue vittime.

Tendenze bisessuali e omofobe

La nota sulla morte del pluriomicida seriale è stata diramata dal Dipartimento di Correzione e Riabilitazione della California. Nel 1971, dopo una serie di vicende che avevano visto Corona migrare dal Messico e sviluppare tendenze prima bisessuali, poi omofobe, i corpi di 25 lavoratori agricoli vennero trovati, orribilmente mutilati, nei frutteti della contea di Marysville.

Corona all’epoca faceva il piccolo imprenditore agricolo e, si sarebbe appurato dopo, attirava i braccianti, per lo più omosessuali o tossicodipendenti in cerca di lavori stagionali, con la promessa di buoni guadagni e mansioni addirittura sostitutive della sua.

A quel punto, durante i colloqui, Corona tramortiva le vittime, le violentava e poi le faceva a pezzi con un grosso coltellaccio da giungla centro americano; era nato il mito dark de “El Machete”.

L’arresto

Juan, che in alcuni casi aveva usato anche una pistola e una mazza ferrata, venne arrestato dopo che, nell’ispezionare i poveri resti delle sue vittime, vennero trovate delle ricevute di una macelleria a suo nome. Erano i regali con cui attirava le sue vittime in trappola

In alcuni casi di quei poveri corpi non restavano che arti scompostamente seppelliti e tronchi spezzati in grossi quarti. Più della metà delle vittime di sesso maschile risultò essere stata sodomizzata.

Processato a Colusa e condannato nel 1973, “Machete” andò a revisione di processo due volte, nel ’78, con una nuova condanna e nel 1982. Otto volte aveva chiesto la condizionale e otto volte gli era stata rifiutata. Dal comunicato è spuntato anche un particolare finora inedito sulla vita carceraria del serial killer: nel 1973, subito dopo la prima condanna, Corona venne aggredito dal cugino di una delle sue vittime e pugnalato a un occhio, di cui perse definitivamente l’uso.

Redazione CiSiamo
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