Mercato del tabacco, la BAT supera lo scandalo delle tangenti e fattura 3,7 milioni

La British American Tobacco supera lo scandalo delle tangenti pagate ai governi africani e fa affari d'oro con la vendita di tabacco in Africa.

Sigaretta
La Bat fa affari d'oro nel mercato del tabacco africano

La britannica British American Tobacco registra utili clamorosi in Africa, dove nonostante aumento della pressione fiscale e commercio illegale la società ha fatto un utile netto di 3,7 milioni di dollari e pagato, per la sola Uganda, quasi 25 milioni di tasse. Sembrano essere finiti dunque i tempi bui di quando la Bat era finita sotto inchiesta per aver pagato tangenti ai governi africani.

L’indagine

L’indagine ufficiale era stata aperta dal Serious Fraud Office in merito ad alcune prove documentali che attesterebbero come alti dirigenti della Bat (che opera da tempo anche di concerto con il Governo italiano) avrebbero inondato di quattrini i governi dell’Africa Orientale. Attenzione: l’indagine, in corso per mesi, era assolutamente presuntiva e fondava su sospetti ed elementi empirici che, agli atti, non presentarono il rigore di prova oggettiva.

Le tangenti

A scoprire il Vaso di Pandora, con uno scoop memorabile, era già stata la Bbc nel 2015, nel corso di un memorabile report del programma Panorama. Dal canto suo Bat aveva sempre respinto ogni accusa, precisando, dal 2017 ad oggi che le sue contro indagini erano state puntuali, attendibili perché affidate a consulenti legali esterni e miranti alla più assoluta collaborazione con Ofs. Sulla vicenda pesarono però le dichiarazioni messe a verbale da Pal Hopkins, che aveva affermato di aver pagato tangenti per 13 anni dopo che aveva capito (che gli era stato detto, secondo la versione di The East African) che in Africa il solo modo per fare affari era “ungere” persone ed uffici giusti.

Lo scoppio dello scandalo

Quei pagamenti infatti avrebbero avuto lo scopo di influenzare l’impianto legislativo delle nazioni interessate, in modo da creare norme che agevolassero la colonizzazione commerciale di Bat. I marchi di Dunhill, Rex e Pall Mal (poi assorbito da Rothmans) erano perciò finiti al centro di uno scandalo sui pagamenti illegali perfino a parlamentari.

La Bat va avanti

Oggi Bat vanta risultati stellari in quelle terre, dove ha abbandonato il sito produttivo in Uganda per trasferirsi nel più vantaggioso scenario del Kenya. In realtà il motivo è più empirico: “L’Uganda ha recentemente ratificato la convenzione quadro dell’Oms sul controllo del tabacco”. Da allora, le posizioni anti tabagiste del Paese hanno cessato di farlo essere terra promessa per le grandi multinazionali.

Redazione CiSiamo
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