India-Pakistan: così è nato il conflitto 70 anni fa

Nuove tensioni tra India e Pakistan, che si concretizzano in un'escalation preoccupante. Ma il conflitto nasce 70 anni fa.

Scontri tra India e Pakistan
Due militari pakistani uccisi dalle forze indiane

E’ tensione tra India e Pakistan, un‘escalation che vede i due Paesi fronteggiarsi nella zona del Kashmir. Un braccio di ferro che sembra via via più pericoloso, e si gioca sul filo del rasoio tra due Paesi che si odiano da 70 anni. Un conflitto che vede attacchi via via più importanti, e che potrebbe scatenare conseguenze gravissime.

L’inizio del conflitto

La storia, come spiega l’Economist che aveva dedicato alla vicenda uno speciale già nel 2017, affonda le radici nel 1947, per la precisione il 14 agosto. La Seconda Guerra Mondiale aveva prostrato l’Impero Britannico, che faceva fatica a controllare i moti insurrezionali in che si stavano verificando nel suo Impero Indiano. Erano gli anni in cui Mahatma Gandhi chiedeva la creazione di uno stato federale che comprendesse l’India intera, mentre la Lega Musulmana, attraverso il leader Muhammad Ali Jinnah rivendicava per i musulmani indiani venisse concesso di creare uno stato indipendente.

La Partizione

Cartina dell’India dopo la Partizione

Così il viceré dell’India, Lord Mountbatten, zio del Principe consorte di Elisabetta II d’Inghilterra, dovette prendere una decisione. Divise il continente in tre parti. La gran parte del territorio divenne quella conosciuta ora come India, e le sue estremità a nord-ovet e nord-est divennero Pakistan. Di queste, la parte a nord- ovest diventò negli anni ’70 Bangladesh. In mezzo, quasi 2000 km di India a separare le due parti del neoistituito Pakistan. Questa divisione divenne ufficiale il 14 agosto 1947, e passò alla storia come “Partizione”.

Come spesso accade, le cose dopo la Partizione non furono semplici come sulla carta. Fino ad allora infatti, culture e credenze religiose si erano mescolate nel Paese. Quando vennero istituiti i confini, furono più di 15 milioni le persone che si misero in marcia per raggiungere il Paese che meglio rispecchiava le proprie credenze e cultura. Molti vennero costretti con la forza, e si stima che le vittime della Partizione furono circa un milione. La storia dei due Paesi nasce segnata già in origine dalle violenze, e sulla stessa linea si manterrà per i successivi 70 anni.

Gli elementi del conflitto

Fu proprio la strategica decisione di dividere il Pakistan in due parti separate a costituire uno degli elementi del conflitto con l’India. La soluzione era trovare alleati internazionali forti, e gli Stati Uniti ebbero buon gioco, negli anni ’50, a sostenere in funzione antisovietica il Pakistan. Arrivarono così nel Paese finanziamenti che sostennero la causa pakistana, e permisero al Pakistan di assumere un’atteggimanto aggressivo nei confronti dell’India. Lo scontro tra i due Paesi è sempre stato impari per forze e popolazione, per questo il Pakistan ha escogitato metodi alternativi per affrontare l’India. Tra questi, oltre alla guerriglia, c’è una dotazione di un arsenale nucleare. Le spese militari vennero giustificate proprio alla luce di un’altra importante questione, quella del Kashmir.

La questione del Kashmir

cartina del Kashmir

Al centro della maggior parte degli scontri tra India e Pakistan c’è la Valle del Kashmir. Si tratta di un’area di 222 236 km² , situata a 1500 metri d’altezza, al cui storia è sempre stata altrettanto conflittuale di quella dei Paesi che lo rivendicano. Dopo la sconfitta dell’Impero Sikh da parte degli inglesi, parte dei territori, molto fertili, vennero venduti alla nobile famiglia indiana dei Dogra, che andò a costituire lo stato di Jammu e Kashmir. Nella zona, la maggioranza della popolazione era di religione musulmana, mentre il sovrano era induista. E i problemi scoppiarono proprio con la Partizione. Sulla base della religione, infatti, il Pakistan rivendicò lo stato, mandando sul posto un contigente di volontari. In risposta, il sovrano chiese aiuto alle milizie indiane, che lasciarono al Pakistan solo un’esigua porzione del territorio conteso.

Ma il Pakistan non si arrende, e invia nella regione gruppi di volontari con continuità, in modo da sostenere la causa indipendentista. Secondo le stime dell’Economist, le vittime provocate dalla repressione indiana e dalle azioni di guerriglia pakistane sono più di 40mila. Con il tempo, i motivi culturali che inizialmente avevano scatenato il conflitto vennero meno, e la questione religiosa divenne un pretesto.

La questione economica

Ma c’è da tenere presente anche la questione economica. Come sottolinea l’Economist, negli ultimi trent’anni l’economia indiana ha superato quella pakistana, invertendo la tendenza che vigeva fin dalla Partizione. Così quest’ultimo ha deciso di ripescare l’escamotage usato negli anni ’50, cercando partner commerciali forti. Questa volta è stato il turno della Cina, storica rivale dell’India, che ha destinato al Pakistan “il più grande piano di investimenti esteri mai progettato in Cina”, come riferisce Il Post. Un piano da 60 miliardi di dollari, che però non fa dormire tranquilli i pakistani, che temono di venire sopraffatti dall’importanza dei nuovi partner cinesi.

Gli ultimi avvenimenti

Ma se le scaramucce tra India e Pakistan sono passate sotto silenzio negli ultimi mesi, ora nella zona soffiano venti di gurra. La tensione è tornata a salire dopo l’attentato kamikaze del 14 febbraio scorso nel Kashmir indiano, che ha provocato quaranta vittime. E da allora si sono susseguite azioni che non lasciano presagire nulla di buono. Del resto, la storia dei due Paesi insegna cosa potremmo aspettarci.

Redazione CiSiamo
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