Scarpe fatte da detenuti in Tanzania: due aziende italiane investono 25 milioni

Due aziende italiane aprono alla produzione di scarpe di pelle da parte dei detenuti in Tanzania, tramite la costruzione di due fabbriche e un accordo con il dipartimento carcerario.

Scarpe in pelle
Due aziende italiane aprono alla produzione di scarpe di pelle da parte dei detenuti in Tanzania


A breve in Italia saranno in vendita le scarpe fatte dai detenuti africani. L’Italia investe nelle pelli da calzatura della Tanzania, e nella produzione all’interno delle carceri. La notizia fa un certo scalpore, poco da dire. Sono due le aziende italiane ad essere entrate a testa bassa nel prolificissimo settore del pellame in Tanzania, Paese che può contare su quantità di leather immense.

Il mercato delle pelli

Nella regione africana di riferimento, la Tanzania occupa il secondo posto dopo l’Etiopia, fra i Paesi con il maggior allevamento di bestiame. Il Paese produce 3,9 milioni di pelli bovine, 2,5 milioni di pelli di capra e 2,3 milioni di pelli di pecora. Una manna per gli investitori europei e soprattutto per quelli italiani dove quello delle calzature è “brand” mondiale. Le pelli grezze convenzionalmente prodotte sono dunque un must economico di tutto rispetto per la Tanzania.

L’accordo delle aziende italiane

La frontiera fra Uganda e Kenia alimenta però un fiorentisismo mercato nero del pellame, tanto che le storiche concerie della Tanzania avevano subito un mezzo tracollo, con licenziamenti a pioggia. A risollevare le sorti del settore ci penseranno, secondo il portale East African, Toscana Machine Calzature (TMC) e ItalProgetti, che “hanno firmato un accordo con il Dipartimento delle Carceri e il Fondo di previdenza sociale del servizio pubblico“, per installare per stabilire due fabbriche di pelletteria a Moshi, nella regione del Kilimangiaro.

La collaborazione con il Dipartimento carcerario

Si, avete capito bene, con il Dipartimento carcerario. Questo perché la più parte delle operazioni di concia, in Tanzania, vengono effettuate dai detenuti impiegati negli istituti di pena. Le aziende investiranno 24,5 milioni di dollari per tirar su i due siti, che verranno gestiti in collaborazione con Karanga Leather Industries Company Ltd nella prigione di Karanga.

Le fabbriche

Tempi speed anche per la realizzazione: le due fabbriche, una per la produzione di scarpe e un’altra per le concerie, “saranno costruite su 25 acri di terra nell’area industriale all’interno della prigione di Karanga e saranno completate in 16 mesi”. Il direttore commerciale di TMC, Daniele Ferradini, ha dichiarato che “le aziende italiane forniranno sia le finanze che la tecnologia per la produzione di prodotti in pelle di qualità da esportare in Italia e in altri paesi europei. L’impianto dovrebbe produrre 1,2 milioni di paia di scarpe all’anno“.

Redazione CiSiamo
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