Migranti in Libia, sì al piano presentato dall’Italia

Migranti in Libia, il piano dell'Italia per arrivare a una soluzione che comporti il rafforzamento della capacità dell'autorità libica è a un punto di svolta.

Migranti in Libia, sì a piano Italia
Migranti in Libia, sì a piano Italia

Migranti in Libia, il piano dell’Italia per arrivare a una soluzione che comporti il rafforzamento della capacità dell’autorità libica è a un punto di svolta. Il vertice finale e probabilmente decisivo avrà luogo a fine marzo a Roma. Il generale Khalifa Haftar, sta continuando a mettere a ferro e fuoco il Sud e sta conquistando sempre più posizioni e potere.

Progetto italiano

La prima riunione tecnica si è svolta a Tripoli due giorni fa. Questa ha visto il debutto sul campo del neo ambasciatore italiano in Libia, Giuseppe Buccino Grimaldi. Presenti anche i rappresentanti del Dipartimento pubblica sicurezza del Ministero dell’Interno, del Comando Generale della Guardia di finanza, del Comando generale delle Capitanerie di porto, della Marina militare italiana e i vertici della Marina e della Guardia Costiera libica.

Il summit era incentrato sullo sviluppo del progetto italiano per la gestione integrata delle frontiere e dei migranti in Libia. L’obbiettivo è “il graduale rafforzamento delle capacità delle competenti autorità libiche in questi settori. Inclusa la lotta al traffico di migranti, nonché la ricerca e soccorso in mare”.

Prima fase

La prima fase di attuazione del piano si è avuta nel dicembre 2017, con il co-finanziamento della Ue. L’importo complessivo si aggirava intorno ai 46,3 milioni di euro. Pochi mesi fa, poi, il 13 dicembre 2018, è stata approvata e finanziata la fase 2. La cifra a disposizione questa volta era di 45 milioni di euro, fondi versati nel Trust Fund dai paesi del gruppo di Visegrad (Polonia Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia) per 35 milioni, e dalla Commissione europea per 10 milioni. 

Le finalità del progetto

Ecco le finalità del progetto. Innanzitutto, un maggiore addestramento delle forze in campo per ottenere lo “sviluppo delle capacità e delle riforme istituzionali delle autorità libiche responsabili della gestione delle frontiere incluse le operazioni di ricerca e soccorso”. Il potenziamento “delle capacità operative delle autorità marittime libiche, mediante la fornitura di quattro imbarcazioni per attività di search and rescue in alto mare”.

E non finisce qui: “La realizzazione dell’Mrcc (Maritime rescue Coordination centre) a Tripoli, con contestuale e graduale attivazione di sistemi di comunicazione e controllo lungo la fascia costiera”. Questo servirà a rendere più concreta l’attività della Guardia costiera libica.

Infine, ultimo elemento degno di nota, la “realizzazione di un cantiere nautico a Tripoli per la manutenzione delle imbarcazioni già donate dal Governo italiano alla guardia costiera libica, nonché di quelle che saranno fornite nell’ambito del progetto”. Questo senza dimenticare che continuerà l’impegno italiano riguardo “l’attività di formazione specifica in ogni settore del personale delle Amministrazioni libiche”.

La situazione in Libia

L’Italia riparte dunque con il suo progetto. Però, nel corso degli ultimi mesi, la situazione sul territorio sembra molto cambiata. Il generale Haftar sta conquistando sempre più posizioni. Inoltre adesso ha anche il Fezzan dalla sua parte. Qualche resistenza rimane da parte di Misurata, ma non durerà ancora a lungo. Diventa sempre più importante quindi che l’inviato dell’Onu Ghassam Salamè ricominci con a dialogare con il feldmaresciallo, visto che negli ultimi tempi tra i due, si sono registrate non poche tensioni.

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.