Demolito Monaco, il bunker di Escobar a Medellin: al suo posto un parco

Nel 1988 era diventato il simbolo dello strapotere e dei soprusi messi in atto da Pablo Gaviaria Escobar, il governo colombiano ha deciso di farlo saltare in aria per costruire sulle sue macerie un parco a tema che ricordi le vittime del signore della droga per antonomasia.

Pablo Escobar
Pablo Escobar

Nel 1988 era diventato il simbolo dello strapotere e dei soprusi messi in atto da Pablo Gaviaria Escobar, il governo colombiano ha deciso di farlo saltare in aria per costruire sulle sue macerie un parco a tema che ricordi le vittime del signore della droga per antonomasia.

Una carica a controllo periferico da 200 chilogrammi di tritolo e il Monaco, il castello metropolitano in cemento fatto costruire da Escobar in pieno centro a Medellin, è collassato su se stesso, implodendo in una nuvola di fumo che si è portata via l’orrore di mura che avevano udito nel corso degli anni migliaia di ordini di morte.

La demolizione

In presenza del sindaco di Medellin Federico Gutierrez, dello stesso sindaco di Palermo Leoluca Orlando, simbolicamente “vicino” al calvario colombiano, e di quasi 2000 spettatori, quegli otto piani di freddo cemento, adornati negli anni ’80 da stucchi, posatoi in oro per pappagalli tropicali e tappeti bukhara orientali dal valore stellare sono stati consegnati a una società di recupero inerti edili che, una volta effettuato lo sgombero delle macerie, affiderà l’area a una ditta con un progetto già ben definito nel cassetto: un parco a tema da 5000 metri quadri chiamato “Inflection” che ospiterà, tra le altre, l’opera “La Nuova Vita”, dello scultore Betancourt e una lapide in memoria delle 46.612 vittime accertate del narcotraffico solo nell’area di Medellin, dove nacque e avviò le sue guerre il cartello della coca controllato da Escobar.

L’edificio era stato per lungo tempo sede della polizia prima di essere abbandonato e diventare parte integrante ed attrazione principale del “narcotour” a uso dei turisti.

Resteranno in piedi le case popolari

Il provvedimento di abbattimento aveva anche colpito l’hacienda campestre che Escobar aveva trasformato in un vero zoo, con animali tropicali sparsi un po’ dovunque. Resteranno invece in piedi le 430 e passa casette popolari che El Padrino fece tirar su “para el pueblo” quando in piena fregola da Robin Hood cercò di lanciarsi (invano) in politica. Quelle sono in gran parte ancora abitate e lo stato non ha saputo surrogare le smanie urbanistiche del suo principale nemico.

Redazione CiSiamo
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