Venezuela news, Trump vuole espellere i familiari americani dei fedeli di Maduro

L'ordine sarebbe partito direttamente dal 1600 di Pensylvania Avenue, casa Trump: censire tutti i familiari dei militari che in Venezuela sono rimasti fedeli a Maduro.

Donald Trump
Donald Trump

L’ordine sarebbe partito direttamente dal 1600 di Pensylvania Avenue, casa Trump: censire tutti i familiari dei militari che in Venezuela sono rimasti fedeli a Maduro e applicano la sua linea intransigente sul blocco agli aiuti umanitari e deportarli fuori dagli Usa. La clamorosa indiscrezione è stata confermata da un alto funzionario del governo Trump.

Secondo l’uomo una task force di giornalisti, contractor occasionali con i servizi Usa, avrebbero raccolto un dosiser voluminosissimo sui familiari degli alti ufficiali venezuelani fedeli al presidente chavista.

Il covo di Marco Rubio

Quelle famiglie vivrebbero in un’area compresa fra la zona di Miami, i Caraibi e tutta l’aera del Golfo del Messico. E Miami è casa Trump per diversi motivi, molto più che geografici e istituzionali; è il “covo” del potentissimo proconsole repubblicano Marco Rubio, amico personale di Juan Guaidò.

La nota del funzionario mette l’accento su come queste persone vivano “nel lusso, mentre i loro compatrioti soffrono a causa dell’uomo a cui i loro congiunti sono ostinatamente fedeli. Noi non tollereremo più questo doppio standard. (…) Dovranno tornare indietro e vivere nella stessa miseria che stanno imponendo al popolo venezuelano”.

La strategia della Casa Bianca

Da quella lista sono stati estrapolati i nomi più importanti; a sorpresa, fra di essi figurano non solo congiunti diretti di molti alti papaveri delle Forze Armate bolivariane, ma anche e soprattutto di ufficiali di quadri intermedi, quelli che, nel concreto, stanno applicando sul campo in queste ore le ultime direttive di Maduro sulla chiusura di tutti i confini e sull’interdizione armata contro manifestanti e staff delle carovane umanitarie.

La strategia di Casa Bianca, Pentagono e Langley è evidente: prendere letteralmente alla gola le persone che più hanno influenza sugli uomini chiave del blocco madurista e costringerli con il più primordiale ed efficace degli input, un ventilato ritorno dal sogno americano alla meschina vita subcontinentale, a tradire. O a passare dalla parte del giusto, alla fine fine è un problema di prospettive.

Il funzionario in questione ha riferito al Miami Herald di essere “ottimista” sull’esito di questa strategia: l’effetto sperato è anche quello di ottenere defezioni “morbide” che evitino una escalation, di fatto già in atto, che faccia della violenza l’unica soluzione percorribile. Per incentivare ancora di più i militari a fare la scelta “giusta” in queste ore si sta preparando materiale pubblicistico da diffondere in rete e rendere fruibile anche ai militari al di qua del ponte di Tienditas, su quello che è stato il capolavoro diplomatico e mercatale degli Usa in seno alla politica delle defezioni militari da Maduro con conseguente approdo sulla sponda del presidente filo americano Guaidò: il cambio di casacca del generale Hugo Carvajal, il temutissimo ex capo dell’intelligence bolivariana. Se un uomo di vertice e potere assoluto come lui ha saltato il fosso, è il senso del messaggio, ” voi cosa aspettate?”.