Haiti, contractors armati americani arrestati e subito rispediti in patria

Gli uomini erano a bordo di una vettura senza targa a Port au Prince ed erano armati. Questo episodio potrebbe aprire una crisi diplomatica tra USA e Haiti.

Contractors americani
L’episodio dei contractors è avvenuto a Port au Prince (Haiti)

La Polizia di Haiti ha arrestato un presunto commando di contractors a trazione americana che avrebbero affermato di essere membri di una “missione governativa”, elemento questo che ha fatto scoppiare un vero caso diplomatico che rischia di mettere non poco in imbarazzo il governo Trump. Il Ministro dell’Interno di Haiti ha infatti definito i fermati «terroristi e mercenari».

Fermato gruppo di contractors

Gli otto, tutti pesantemente armati con materiale e munizionamento da guerra hi-tech, erano stati intercettati mentre guidavano veicoli senza targa a Port Au Prince. Nella loro disponibilità anche un nascondiglio farcito di altre armi da guerra.

Di quelle otto presone, cinque hanno passaporto statunitense e sono stati imemdiatamente rimpatriati dopo un polemico accordo definito “clandestino” fra autorità Usa e elementi del Governo locale: uno è russo, uno serbo ed uno haitiano. Ad arrestare il gruppo Joel Casseus, capo della Polizia di Haiti.

Immagini via Whatsapp

Su Whatsapp stanno circolando le immagini dei passaporti dei membri del team, tuttavia i funzionari di polizia di Haiti sono ancora molto restii a confermare le generalità effettive del gruppo.

Dagli Usa intanto è arrivato solo un comunicato ufficiale che preannunciava l’arrivo del Console generale, che ha contestualmente smentito che i governo Usa possa mai aver avuto operazioni in corso sul territorio di Haiti, squassata da disordini spaventosi innescati anche dalle “camurrie” sugli approvvigionamenti di petrolio venezuelano.

Le ipotesi della Cnn

Giusto due settimane fa la Cnn aveva ipotizzato l’invio di gruppi di contractors “benedetti” ufficiosamente da governo e Langley (leggasi Cia) e spediti ad aumentare il caos ad Haiti e, di conseguenza, il malumore nei confronti del Venezuela chavista e bolivariano. La dichiarazione a corredo dell’intervento della diplomazia americana era la seguente: «Appprendiamo che la polizia nazionale di Haiti ha detenuto un gruppo di persone, fra cui alcuni cittadini Usa».

«Quando i medesimi vengono arrestati all’estero noi cerchiamo un immediato abboccamento diplomatico e forniamo adeguata assistenza i nostri concittadini, come previsto dalla Convezione di Vienna».

Rilasciati e rimpatriati i cinque americani

Di fronte a richieste di maggior precisione, il Consolato aveva diramato una laconica nota bis: «A causa delle norme sulla privacy, non possiamo rilasciare ulteriori dichiarazioni». Ma poche ore fa i cinque americani, e solo loro, sono stati rimpatriati e messi a disposizione dell’autorità giudiziaria federale. Tant’è.