Nicaragua news: sei secoli di carcere a oppositori del Presidente Ortega

Più di cinque secoli di carcere al terzetto di principali oppositori del presidente Daniel Ortega. Li ha inflitti una corte del Nicaragua al leader Medardo Mairena (216 anni) e agli attivisti Pedro Mena (210 anni) e Orlando Icabalceta (159) anni.

Daniel Ortega
Daniel Ortega

Più di cinque secoli di carcere al terzetto di principali oppositori del presidente Daniel Ortega. Li ha inflitti una corte del Nicaragua al leader Medardo Mairena (216 anni) e agli attivisti Pedro Mena (210 anni) e Orlando Icabalceta (159) anni. A detta dei giudici sono dei “terroristi”, secondo molti esponenti della società civile e osservatori internazionali sono degli attivisti dell’Alleanza Civica per la Giustizia e la Democrazia, la formazione che aveva raccolto tutte le minoranze politiche del Nicaragua in un solo movimento.

Commissione per i diritti umani

La denuncia relativa a una condanna che ha il sapore della giustizia sommaria e a valanga tipica delle repubbliche delle banane è arrivata dalla Commissione permanente per i diritti umani.

Ad aprile 2018, in Nicaragua erano scoppiati disordini di vastissime proporzioni. A innescarli una riforma delle pensioni che era stata giudicata dai più una sorta di “suicidio sociale” annunciato. Da quel momento in poi la situazione era precipitata; malgrado l’esecutivo sandinista avesse ritirato il provvedimento il germe della protesta aveva ormai attecchito e le manifestazioni di piazza erano proseguite. A luglio, dopo quasi 600 incarcerazioni, anche i tre leader erano finiti in cella.

“Abusi vergognosi”

Human Rights sta denunciando da tempo gli “abusi vergognosi” messi in atto dal governo Ortega nel reprimere i moti di piazza, ma l’appeal pubblicistico della situazione nel paese centro americano e la rispondenza presso la comunità internazionale si erano via via fatti fuffa di fronte all’incombere dello scenario venezuelano, ben più “agganciato” a interessi occidentali e planetari di ampio respiro.

In Nicaragua sono banditi, dal 2017, i partiti politici di opposizione e L’Organizzazione degli Stati americani sta istruendo proprio in queste settimane un procedimento per valutare l’espulsione del Nicaragua dal consesso per “alterazione dell’ordine costituzionale nel paese”.

Dall’Europa era stato lo stesso Antonio Tajani, il 14 febbraio, a scrivere ad Ortega e chiedere la liberazione dei prigionieri politici. Managua, dal canto suo, continua a fare orecchie da mercante e a distribuire secoli interi di galera a chi non si è allineato con l’ex guerrillero sandinista e con il suo governo a trazione chavista.

Redazione CiSiamo
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