Blitz vandalico di Me Too contro la statua del bacio tra il marinaio e infermiera

George Mendonsa, il marinaio protagonista del celebre bacio a fine guerra in America morto poche ore fa, sarebbe stato un molestatore; parola di Me Too.

Atto vandalico contro la statua del marinaio che bacia infermiera
Atto vandalico contro la statua del marinaio che bacia infermiera

George Mendonsa, il marinaio protagonista del celebre bacio a fine guerra in America morto poche ore fa, sarebbe stato un molestatore; parola di Me Too. Blitz del movimento anti molestie a trazione femminista contro la statua di Sarasota, in Florida, che raffigura il bacio nel V-J day a Times Square, un’immagine iconica della fine della Seconda Guerra mondiale catturata dal fotografo Alfred Eisenstaedt in occasione della resa del Giappone.

La morte del protagonista

Il gesto vandalico (poche ciance sui simbolismi, le lotte si fanno in altro modo) è stato messo in atto, per amaro paradosso o specifico dolo, esattamente il giorno dopo la morte del protagonista di quello scatto proverbiale, il marinaio George Mendonsa, spirato a 96 anni.

Tre anni fa, nel 2016, era morta Greta Friedman, l’infermiera avviluppata da quel casquet travolgente che aveva generato l’immagine simbolo della fine della guerra ed era finita su una celeberrima copertina di Life.

I danni alla statua

Secondo la polizia di Sarasota, una cittadina del sud della Florida, i danni inflitti alla statua che ricordava quel “magic moment” ammonterebbero a mille dollari. Nulla, a paragone del valore simbolico del danno inflitto a quella statua fatta oggetto di attenzioni decisamente poco ortodosse da parte di un gruppo che ha firmato la propria “bravata” (si chiama vandalismo) con la sigla di Me Too.

La statua si trova all’angolo fra Gulfstream Avenue e Bayfront Drive e, come racconta il Miami Herald, è situata in un luogo di ritrovo molto frequentato da giovani e coppie. La polizia ritiene che il blitz sia avvenuto nella notte fra lunedì e oggi. Chiamati a mezzogiorno ora locale, gli agenti hanno trovato la statua imbrattata da una scritta vergata sulla gamba sinistra con vernice spray di colore rosso che, partendo dalla caviglia della donna ed arrivando al ginocchio, recita “Me Too”.

Secondo gli investigatori il gesto sarebbe stato motivato dalla matrice “sessista” di quel gesto, che avrebbe portato, secondo una vulgata convenzionale, il marinaio ad “accalappiare” la prima donna di cui aveva incrociato lo sguardo dopo la notizia della vittoria e baciarla d’impeto. Insomma, che a Greta Friedman avesse fatto o meno piacere, alle femen ortodosse autrici del blitz pare non sia importato molto. Questioni etiche o meno, se individuate dovranno pagare i danni.

Redazione CiSiamo
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