Strage di Orlando, la polizia non esagerò nel rispondere al fuoco del killer

Arrivano i risultati dell'indagine interna sul massacro di Orlando, in Florida, quando un giovane di 29 anni aveva aperto il fuoco all'interno della discoteca Pulse.

Strage di Orlando
Strage di Orlando

Arrivano i risultati dell’indagine interna sul massacro di Orlando, in Florida, quando un giovane di 29 anni aveva aperto il fuoco all’interno della discoteca Pulse, uccidendo 49 persone e ferendone altre 53. A compiere quella strage, che era entrata negli annali neri statunitensi, seconda solo agli effetti dell’11 settembre, era stato Omar Seddique Mateen, di origini afghane ma mosso, si sarebbe appurato dopo, da impulsi del tutto diversi da quelli del fondamentalismo.

La notte fra l’11 e il 12 giugno del 2016

Nella notte fra l’11 e il 12 giugno del 2016 l’uomo fece irruzione nel locale e, armato di una pistola Glock 17 e di una fucile semiautomatico d’assalto Sig Sauer iniziò ad aprire il fuoco sulla folla. Alla fine di quei minuti concitati si contarono decine e decine di morti, caduti sotto il fuoco del 29enne.

L’uomo, che aveva anche invocato il fondamentalismo islamico nella sua mattanza e che aveva preso in ostaggio gli avventori presenti nei bagni del locale che sui social invocavano aiuto, venne abbattuto da una vera tempesta di fuoco.

Matrice omofoba

Le cause di quel gesto vennero più tardi attribuite più ad una matrice omofoba che islamica militante, Mateen pare odiasse i gay perché egli stesso lo era ed era stato dileggiato.

Tuttavia e nel frattempo venne aperta anche una delicata indagine sull’uso della forza dispiegato dalle forze di polizia all’interno del locale. Qualcuno aveva infatti ipotizzato che qualche vittima potesse essere stata addirittura fatta proprio dal “fuoco amico”.

Risposta proporzionata

I risultati di quell’indagine sono stati resi noti in queste ore dal Procuratore di Stato di Orange della contea di Osceola. “Le forze dell’ordine – sostiene il Miami Herald che cita il rapporto – hanno sparato oltre 180 proiettili nel rispondere al massacro, otto dei quali hanno colpito il sicario Omar Mateen e nessuno ha colpito i civili”. Mateen dal canto suo aveva scatenato un vero “assalto letale” con il fucile, sparando 186 colpi, più 22 con la pistola. La risposta all’offesa è stata dunque proporzionata.

Redazione CiSiamo
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