Crisi Venezuela, a Miami centro di aiuti: per Maduro sono “una messa in scena”

Apre a Miami il primo centro di stoccaggio negli Usa per gli aiuti umanitari al Venezuela. Per molti è una fucina di umanità, per i bolivariani di Maduro una messa in scena.

Nicolas Maduro
Nicolas Maduro

Apre a Miami il primo centro di stoccaggio negli Usa per gli aiuti umanitari al Venezuela. Per molti è una fucina di umanità, per i bolivariani di Maduro una messa in scena che sposta l’attenzione dai ladrocini messi in atto sulle ricchezze del paese.

Venezuelani residenti in Florida

Sono stati i venezuelani residenti in Florida a volere fortemente l’iniziativa umanitaria in questione; per tutto il week end trascorso hanno raccolto donazioni – soprattutto medicine e viveri a lunga conservazione – stoccando il tutto all’interno di una gigantesco magazzino situato nella città di Doral, che è il quarto centro internazionale per la raccolta di aiuti umanitari.

Alle 12,30 di domenica scorsa, i team impegnati nella raccolta avevano più di 340 casse pronte per essere stoccate in un primo container. Tutto questo secondo le cifre offerte da Carlos Vecchio, rappresentante diplomatico statunitense del (sedicente) presidente a interim del Venezuela Juan Guaidó.

Punto di ingresso di Cucuta

Era stato lo stesso Vecchio a esprimere in merito all’iniziativa “la speranza che tutti gli aiuti umanitari raccolti e donati da governi di diversi paesi come gli Stati Uniti possano essere consegnati nonostante i crudeli tentativi del regime di Nicolas Maduro per impedire il loro ingresso in Venezuela”.

Resta in sospeso però la questione del punto di ingresso di Cucuta e del ponte di Tienditas, presidiati come noto dalla forze fedeli a Maduro che vede negli aiuti umanitari o un bouquet per infiltrare nemici armati o uno spot che accredita il suo avversario presso la comunità mondale per quello che lui ritiene non essere: un liberatore.

Maduro era recentemente tornato a lamentarsi, affermando che il corridoio sul Tienditas è “una messa in scena”, rincarando poi la dose con il nemico Usa: “Ci rubano 30.000 milioni di dollari all’estero e offrono all’estrema destra 20 milioni di dollari di cibo marcio e contaminato”. Gli assi in mano, tutti gli assi, li ha a questo punto l’esercito.