Haiti news, gravi disordini all’interno del Paese

Haiti è in piena crisi causa numerose rivolte che stanno dando vita a diversi scontri con la Polizia. Tutto era partito da una protesta per il Venezuela.

Scontri ad Haiti
Da diversi giorni è caos nel Paese

Haiti brucia nel fuoco delle rivolte popolari e i gruppi di aiuto umanitario iniziano ad abbandonare l’isola. Le sommosse di questi ultimi giorni sono culminate con atti di violenza estrema che stanno scoraggiando ormai le organizzazioni umanitarie dall’aprire nuovo corridoi di intervento. Port Au Prince è costellata di incendi, devastata dal lancio di bombe incendiarie e dagli scontri fra le forze di polizia ed i manifestanti.

Tutto ha preso piede con una protesta sulla crisi in Venezuela

Le proteste erano scoppiate, per paradosso, a causa della crisi venezuelana, quando alcune malversazioni in merito al petrolio che il paese bolivariano fornisce ad Haiti avevano letteralmente lasciato a secco il paese. Non sono pochi i gruppi di assistenza – secondo il Miami Herald – a non essere più sicuri se volare ad Haiti sia giusto e garantisca l’incolumità dei team di operatori. Altri hanno già annullato i viaggi.

E il principale ospedale pubblico di Haiti sta per perdere il suo approvvigionamento di acqua. Operare a livello sanitario a questo punto diventerà praticamente impossibile. Anche nel migliore dei casi, il General Hospital di Port-au-Prince non avrebbe comunque acqua corrente ci si dovrà attrezzare per il trasporto con autobotti che sono però a rischio assalti.

Violenti scontri in atto nel Paese

Da quando violente proteste e blocchi stradali con incendi erano scoppiati nelle principali città del paese una settimana fa, la struttura, che di solito vede ovunque da 400 a 500 pazienti al giorno, ha dovuto fare i conti con pneumatici bruciati e gas lacrimogeni fuori dalle sue porte, fino addirittura al lancio di Molotov nel cortile della struttura.

La situazione di Haiti

«Nessuno è rimasto ferito – ha detto il dottor Jessy Colimon Adrien, il Direttore esecutivo dell’ospedale – ma questo clima ostile mi ha spinto a chiudere già da sei giorni l’ultimo rifugio per i poveri della capitale, il pronto soccorso».

È una crisi che soccombe all’appeal mediatico del caso Venezuela, e delle fazione contrapposte, che di quella crisi è innesco paradossale, una crisi di cui pochi parlano e su cui nessuno punta più i riflettori. Ma Haiti, nello scacchiere internazionale, non conta.

Redazione CiSiamo
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