Crisi Venezuela, iniziate le manovre militari con missili

Maduro ha deciso di mostrare i muscoli dunque, e non è Risiko ma gonfiore vero di un paese che mette in mostra la "cristalleria buona" con intenti ben precisi.

Nicolas Maduro
Nicolas Maduro

Lo aveva promesso e lo ha fatto. Al via in Venezuela le grandi manovre militari annunciate da Nicolas Maduro al grido di “Fuori Trump dal paese”, uno slogan che rende molto più cupo lo scenario della piega grigio verde che la crisi venezuelana sta prendendo in queste ultime ore.

Maduro ha deciso di mostrare i muscoli dunque, e non è Risiko ma gonfiore vero di un paese che mette in mostra la “cristalleria buona” con intenti ben precisi.

“Non lasceremo che Trump ci minacci”

Il messaggio da far passare è che se si arrivasse all’irreparabile, la parte che conta dell’esercito è pronta e sa benissimo con chi stare. “Noi non lasceremo che Donald Trump ci minacci. Vada fuori dal Venezuela con le sue minacce esterne; qui, ora, ci sono le forze armate e gli uomini pronti a difendere l’onore, la dignità e il decoro di un paese che ha alle spalle oltre 200 anni di lotta “.

Maduro ha pronunciato queste parole in alta uniforme nello stato di Miranda, vicino Caracas, con il chiaro intento di far leva sull’orgoglio popolare oltre che sullo spauracchio di una guerra che lui per primo teme. Le manovre sono state organizzate in grande stile: la televisione nazionale VTV con spot multipli e il presidentissimo che ha annunciato coram populo che sono stati sbloccati investimenti immediati per dare polpa a sistemi missilistici avanzati, soprattutto nel comparto della difesa contraerea.

SAM S 300 V

I temibili SAM S 300 V, che il mondo occidentale conosce e teme come Gladiator, erano su mercato da tempo e la Russia di Putin ha fatto prezzi da black friday, mettendo firma sul doppio vantaggio di confermare l’aiuto politico al capo bolivariano e chiudere commesse a otto zeri con i petroldollari (già, proprio dollari) venezuelani.

L’annuncio di Maduro del 25 gennaio, quando il presidente aveva trucemente minacciato di volersi preparare a una prova di forza, è stato dunque rispettato. Almeno formalmente.

Le esercitazioni sono iniziate domenica e dureranno fino a venerdì. Secondo fonti Usa non confermate ma a trazione Pentagono, esse avranno principalmente lo scopo di creare sette grandi punti di intercettazione (ergo, saranno molti di più) di eventuali minacce aeree per mezzo di vettori a guida di calore e infrarossa, dotati di giroscopi di ultima generazione provenienti da stock già a suo tempo “liberati” per il teatro bellico della Siria.

Batterie multiple starebbero effettuando in queste ore manovre di “searching” e brandeggio elettronico con bersagli termomarcati anche intorno ai siti petroliferi del paese, al palazzo presidenziale ed alla zona dell’Orinoco, dove sarebbero concentrati gli acquartieramenti delle tre grandi divisioni di fanteria mobile meno intaccate dalle defezioni a favore dell’auto proclamato presidente Juan Guaidò.