Russiagate, Nancy Pelosi parte all’attacco di Donald Trump

Nancy pelosi parte al contrattacco: i democratici annunciano un Russiagate bis attraverso le parole di Adam Shift. Ma dietro c'è la sola che Donald Trump tema, Nancy Pelosi.

Nancy Pelosi
Nancy Pelosi


Ancora Russiagate negli Usa, e stavolta si fa sul serio perché dietro ci sono i democratici e, più ancora, l’unico esponente fra loro che sembra in grado di nuocere davvero a Trump, Nancy Pelosi. Adam Shifft, responsabile del comitato di intelligence alla Camera dei Rappresentanti, ha appena annunciato l’apertura di una radicata indagine parallela a quella federale sul ruolo della Russia nelle elezioni del 2016 e sugli interessi economici del presidente al di fuori dei confini nazionali.

A nulla è servito l’ultimatum che lo stesso Trump aveva lanciato di dem durante il discorso sullo stato dell’Unione: “Indagini e legislatura – aveva detto – non vanno bene insieme”. Come a dire, “voi fate le leggi ed evitate di verificare se qualcuno le ha violate, non vi compete”. Ma la Pelosi conosce Trump, ha incassato da lui botte (istituzionali) da orbi e ha sempre saputo rispondere con la calma serafica ed il sorriso di chi cela la sciabola dietro il fioretto, il che a ben vedere è anche peggio. Ha rispedito le minacce al mittente ed ha auspicato quello che i suoi avevano già in agenda: l’indagine bis sul Russiagate appunto.

La replica del Congresso

Nessun accanimento, ma solo un dato empirico: il Congresso ha la responsabilità di supervisionare ogni atto secondo il sistema costituzionale di pesi e contrappesi. Non farlo sarebbe negligenza istituzionale “perciò caro Donald, nessun ce l’ha con te ma a noi ci tocca. Che poi magari ci faccia anche piacere poco cale”.

La nuova indagine

Dal canto suo Shifft, che in questa faccenda è un po’ il braccio armato di Pelosi, ha annunciato un’indagine pignola, in cui si cercherà di far luce su tutto: ingerenze della Russia nel voto, rapporti commerciali e personali fra Trump o membri del suo staff con potentati stranieri e, soprattutto, tentativi interni di far arenare le precedenti inchieste o di insabbiare le loro parti più sensibili. Un vero setaccio, con le maglie finissime che hanno gli strumenti dietro i quali ci siano il Congresso, che per mezzo dei senatori dem ha in tasca mezza Nsa e i mezzi connaturati al suo ruolo.

“Molestie presidenziali”

Trump ha replicato parlando di “molestie presidenziali” e definendo Shifft un “politico di basso rango”, non abilitato cioè a fare quello che ha annunciato di voler fare. Probabilmente il Presidente ha ragione, ma dimentica (o finge di farlo) che dietro Shifft c’è lei, Nancy, e che la Pelosi, proprio di basso rango non lo è.