Crisi Venezuela: alto ufficiale appoggia Guaidò, e Maduro ringrazia Roma

Ufficiale dello stato maggiore venezuelano lascia il fianco di Maduro e si schiera con Guidò. E intanto Maduro ringrazia l'Italia in un comizio per il sostegno.


Lo Stato maggiore dell’Aeronautica del Venezuela si divide fra maduristi e favorevoli all’auto proclamato Guaidò e lo fa secondo la logica della frammentazione strategica. E’ terremoto vero all’intero della Forza Aerea Nazionale di Caracas dopo il video messo in rete da un generale di squadra, Francisco Rodriguez, che ufficialmente abbandona Maduro e riconosce Juan Guaidò come Presidente “incaricato” del Venezuela. Tutto questo mentre Maduro, nel comizio tenuto a forze contrapposte delle ultime ore, ha ringraziato anche Roma, cioè l’Italia, per la solidarietà ricevuta.

La defezione di Rodriguez

In un clima simile la defezione del generalissimo in questione sa di mossa a sorpresa su una scacchiera sempre più intricata. Attenzione, Rodriguez non è il capo dell’aviazione bolivariana, come erroneamente riportato in queste ore da molti media in Italia, ma un membro di stato maggiore con alti incarichi di pianificazione. Il particolare non è da poco: gli ufficiali con incarichi strategici sono consuetudinariamente quelli con maggior appeal per chi volesse spingerli a “saltare il fosso”; nella loro disponibilità infatti ci sono i files non solo di dislocazione, ma soprattutto di impiego concreto, topografico e temporale, delle truppe sotto il loro comando. Sono grimaldelli viventi pronti a scardinare ogni sistema di difesa-attacco, a differenza dei superiori che spesso sono uomini simbolo, legati più alla politica che alle caserme.

L’ “opzione “migliore”

In buona sostanza gli alti papaveri delle forze armate stanno valutando, via via ed in maniera del tutto soggettiva, quella che ritengono essere l‘opzione migliore. A questo processo, secondo fonti accreditate da agenzie sudamericane, non sarebbe estranea l’opera dei servizi degli stati coinvolti nel gioco degli schieramenti.

La “campagna acquisti” di Guaidò

Solo pochi giorni fa, era il 24 gennaio, avevamo riportato le dichiarazioni ufficiali del comandante della FANB (Forza Aerea Nazionale Bolivariana), generale di Squadra Aerea Juan Manuel Diaz. L’ufficiale era stato lapidario, dalle pagine di un quotidiano chavista: “Il Presidente costituzionale e legittimo della Repubblica del Venezuela – ha detto – nonché comandante in capo di noi tutti, è Nicolas Maduro. Rigetteremo ogni atto illegale ed irresponsabile al di fuori della Costituzione”. Se un suo sottoposto con incarichi strategici ha maturato una decisione diametralmente opposta e ne ha fatto un video spot vuol dire che in soli 10 giorni la “campagna acquisti” di Guaidò ha fatto passi da gigante. E Guaidò ha fondi illimitati e cassa aperta con almeno tre Paesi occidentali.

Le parole di Rodriguez

Rodriguez, che si è presentato qualificandosi come direttore della pianificazione strategica dell’alto comando militare dell’aeronautica, non le ha mandate a dire: “Sono il generale Francisco Esteban Yanez Rodriguez e riconosco il Presidente Juan Guaidò”. Afferma, a metà fra esortazione e minaccia, che “Maduro ha a sua disposizione due aerei pronti ad ogni ora, è ora che se ne vada”. Poi lo spot, che pare tirare troppo sul propagandistico, non in linea con dati che danno le forze in campo sostanzialmente bilanciate: “Il 90% della forze armate non sta con il dittatore. Sta con il popolo (che però non ha scelto Guaidò, ergo, l’ufficiale una porticina aperta se la lascia).

La transizione alla democrazia è imminente, questo popolo ha già sofferto abbastanza. Invito tutto il popolo del Venezuela a scendere in strada in maniera pacifica per difendere il nostro Presidente Juan Guaidò. Ai miei commilitoni chiedo di non voltare le spalle al popolo venezuelano, basta con la repressione. Questo è il momento per la patria, il momento della democrazia è arrivato”.


Maduro ringrazia l’Italia

Quella stessa patria che Nicolas Maduro ha voluto esortare a non mollare in pubblica piazza, durante un comizio che ha tirato in ballo anche l’Italia. Parlando alla folla il Presidente chavista Maduro ha ringraziato “per la solidarietà che si è manifestata ovunque. A New York, a Boston, a Madrid, a Saragozza, a Roma”. Asserzione furbissima, che da un lato occhieggia alle recenti posizioni ufficialeggianti di Roma sul veto al riconoscimento di Guaidò in quel di Bucarest, dall’altro lascia aperto il dubbio di un ringraziamento “ecumenico” e trasversale, dato che la le metropoli citate c’è anche l’americanissima New York, il cui stato madre ha posizioni verso Maduro decisamente meno equivocabili. In quel caso New York sta non tanto per Usa ma per Palazzo di vetro, cioé Onu, da cui Maduro si aspetta una risoluzione ufficiale che appoggio la sua linea legittimista.