Rifugiato scrive un romanzo su Whatsapp e vince

Una storia di uno scrittore clandestino iraniano che ha vinto premio in denaro e riconoscimenti importanti per aver scritto un libro tramite messaggi.

Behrouz Boochani, la storia di uno scrittore
Behrouz Boochani (foto profilo Facebook - Hoda Afshar)

Ha scritto un romanzo giudicato un vero e proprio capolavoro e lo ha fatto via Whatsapp. Questa è la storia di Behrouz Boochani, iraniano di etnia curda, che ha vinto un premio molto importante: ma c’è un però.

Il problema dello scrittore rifugiato

In realtà Boochani non ha potuto ritiralo in quanto da sei anni è confinato nell’isola di Manus, in Papua Nuova Guinea. Una zona a oltre mille chilometri dalla costa dell’Australia. Si tratta, a tutti gli effetti, di un migrante clandestino che, di fatto, non ha speranze di essere accolto come richiedente asilo da parte del Governo australiano. Quest’ultima è terra di milioni di immigrati.

La storia di Behrouz Boochani

L’autore, secondo il Guardian, non aveva a disposizione un computer all’interno della sua baracca. Ha così deciso di comporre il romanzo autobiografico, dal titolo “No Friend But the Mountains: Writing form Manus Prison”, scrivendo un messaggio alla volta. Successivamente ognuno di questi è stato inviato al traduttore che ha assemblato i pezzi.

La vittoria con riconoscimenti letterari ed economici

Behrouz Boochani si è aggiudicato il Premio “Victorian” per la saggistica e anche per la letteratura. L’Australia ha deciso di omaggiarlo con una somma equivalente a 80mila euro. «Non so che pensare – ha commentato al Guardian -. Davvero mi pare di vivere un paradosso».

Redazione CiSiamo
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