Confine Messico-Usa: Trump gioca la “carta Honduras”

Ancora scontro sul muro al confine con il Messico. Dopo il netto rifiuto di Nancy Pelosi alla costruzione della barriera, Donald Trump gioca la carta dell'immigrazione dall'Honduras.

Donald Trump e Nancy Pelosi
No di Nancy Pelosi al muro al confine con il Messico, e Trump gioca la carta dell'immigrazione dall'Honduras


La leva di Donald Trump per il suo nuovo braccio di ferro con i Dem del Congresso Usa è quella dei migranti dall’Honduras. Il presidente Usa ha agitato la minaccia di questo nuovo canale di ingresso illegale degli Stati Uniti replicando alla speaker della Camera Nancy Pelosi. L’esponente politico democratico è colpevole, secondo Trump, di avergli posto un nuovo e più forte veto alla costruzione del muro che blocchi il confine di stato a sud.

Il veto dei democratici sul muro

Un veto che stavolta appare definitivo o, se non tale, quanto meno rafforzato negli intenti dopo l’avvio delle nuove trattative fra il fumantino Presidente repubblicano ed i suoi interlocutori di altra fazione politica. Gli accordi scaturiti dalla fine del primo shutdown infatti – il più lungo e delicato della storia della nazione – hanno la scadenza del prossimo 15 febbraio e, come tema centrale, ancora lui: il muro. Proprio qualche ora fa Pelosi aveva rilasciato in merito una dichiarazione ufficiale che aveva “segato le gambe” a qualsiasi possibilità di accordo o compromesso su quel tema: “Per il muro fra Usa e Messico – aveva detto – non ci sarà neanche un soldo”.

La replica di Trump

Trump non l’aveva digerita e, proprio nel bel mezzo dell’approntamento di un documento che invece, per parte repubblicana, proprio la questione muro metteva al centro, aveva replicato andandoci giù duro:”(Pelosi) sta giocando; un accordo senza muro non puo’ funzionare. Pelosi pregherà per il muro, soprattutto con i nuovo arrivi di migranti dall’Hoduras“.

L’immigrazione dall’Honduras

Il piccolo Paese centro americano infatti, fuori dai riflettori che investono in pieno Paesi come il Messico stesso e la Colombia, alimenta da anni ormai un grosso flusso di migrazione che conduce esattamente al confine Usa. Le rotte sono quelle che passano per il confine fra Guatemala e Messico. Quest’ultimo Paese poi, con il cambio di rotta dovuto all’insediamento del nuovo Presidente “Amlo” Obrador che certo di Trump non è il “poliziotto di frontiera”, assicura ai migranti hondureni un appoggio che permette loro di tentare con più facilità il balzo finale attraverso il confine Usa.