Processo 11 settembre, il giudice lascia: non andrà a Guantanamo perché “malato”

Si infittisce di un velo di mistero la scelta di un giudice di non recarsi a Guantamano per il processo dell'11 settembre. Il suo precedessore è morto.

Il Giudice non sarà presente al processo

Misteriosa malattia del giudice americano che sta presiedendo il processo per gli attacchi terroristici dell’11 settembre. Subito prima dell’udienza cruciale alla base Cubana di Guantanamo, dove il giudice, il colonnello dei marines Keith Parrella, avrebbe dovuto ascoltare un alto dirigente della Cia, il Pentagono, che ha giurisdizione sui membri dell’agenzia, ha dovuto rinviare il processo per l’attentato alle Torri Gemelle, senza poter chieder conto del tipo di emergenza sanitaria che avrebbe compito il giudice, dato che la stessa è sotto tutela di privacy, ringhiosamente difesa dal legale dell’uomo, Jay Connell.

Processo 11 settembre, il mistero della malattia del giudice

Un problema grosso, quello che sta tenendo banco in queste ore negli Usa, soprattutto se si tiene conto del fatto che il membro della Cia aveva avuto la funzione cruciale di traduttore di alcune intercettazioni. Quei nastri potrebbero aprire nuovi spiragli sulle corresponsabilità non ancora accertate di altre persone coinvolte nell’attentato che segnò il punto di svolta nel mondo contemporaneo.

Personaggi collusi o in comparaggio operativo con i cinque imputati ufficiali nel processo, accusati ai “aver tramato gli attacchi di Al Quaeda dell’11 settembre 2001 che uccisero 2976 persone a New York (fonte Miami Herald). Il colonnello Parrella aveva a sua volta ereditato il processo dal giudice Pohl, che gli aveva “girato” le risultanze delle delicatissime udienze preliminari fino al 2012. Pohl era poi morto.

La situazione nel carcere di Guantanamo

Lapidario il commento del portavoce del tribunale militare: “Il resto della seduta è annullato perché la compromessa capacità del giudice può nuocere alla serenità del giudizio”. Si riprenderà a fine marzo.

A Guantanamo, base e carcere militare speciale perché non essendo sul suolo americano ma essendo di fatto sotto giurisdizione Usa può aggirare le leggi nazionali sul rispetto della persona, sono attualmente detenute ancora una cinquantina di persone, fra cui i cinque dell’11/9, detenuti addirittura dal 2008. L’amministrazione Obama, dopo lo scoppio degli scandali per le torture perpetrate nel carcere, aveva annunciato la chiusura del sito.

Il giudice dà forfait

Appunto, solo annunciato. Dopo la rinuncia a a presiedere e la morte del giudice Pohl, che proprio il Miami Herald aveva dato in anteprima, si erano accumulati molti dubbi sulle capacità del suo erede “di faldone”, il giudice Parrella appunto, ritenuto dagli osservatori troppo a corto di esperienza – tre soli anni da military attornery a fronte di anni passati nelle ambasciate – come capo di una giuria con le stellette in un processo cruciale come quello per l’11 settembre. Ora la sua misteriosa “malattia” nel più cruciale dei momenti del più cruciale dei processi.

Redazione CiSiamo
La Redazione di CiSiamo.info è pronta a parlarvi di attualità, cronaca, politica, spettacolo, sport, cultura, cercando sempre di portare alla vostra attenzione i fatti più interessanti e più rilevanti che la contemporaneità ci mette davanti. Siamo pronti a far scorrere le dita sulle nostre tastiere. Noi Ci Siamo, e voi? Seguiteci sui social.