Crisi Venezuela, Maduro arresta il colonnello Palomo e annuncia azioni legali sulla “Cassaforte” di Citgo

Sulle sorti del Venezuela si innestano quelle di Citgo. Si tratta della società controllata per intero da Pdvsa, Petroleo de Venezuela, la cassaforte assoluta dello stato bolivariano.

Nicolás Maduro
Radiografia del Sebin, il braccio armato del regime di Nicolas Maduro in Venezuela. Il Sebin è accusato dalle organizzazioni per i diritti umani di torture e persecuzioni

Maduro perso fra il petrolio e l’arresto di un suo presunto attentatore eccellente, il colonnello Palomo. Sulle sorti politiche del Venezuela si innestano, e vanno a fare addizione, quelle di Citgo. Si tratta della società controllata per intero da Pdvsa, Petroleo de Venezuela, la cassaforte assoluta dello stato bolivariano, in pratica.

Il ruolo di Citgo

Nelle more delle tormentate vicende di questi giorni, che vedono contrapposti il presidente Nicolas Maduro e l’auto proclamatosi suo antagonista Juan Guaidò con annessi codazzi di supporters interni, militari e civili, diplomazie internazionali, governi, servizi e multinazionali il ruolo di Citgo è cruciale come non mai.

I dividendi della società in Venezuela non ci erano mai arrivati, a causa dell’embargo Usa e il presidente Asdrubal Chavez, cugino del predecessore e mentore di Maduro, Hugo, aveva spostato baracca e burattini alle Bahamas per evitare il congelamento dei conti, magari sulla scorta di intricati ma non improbabili giochini internazionali.

Azioni legali per conservare il nostro tesoro

In queste ore Maduro ha messo il dito nella piaga, parlando alla “pancia” del paese e facendo quello che tutti i caudillos di solito fanno quando devono mungere consenso: far sentire il popolo comproprietario delle ricchezze nazionali, paventando il ladrocinio delle stessa da parte di soggetti foresti e bruttaccioni. O, come nel caso delle tesi utili a Maduro, da parte di interni non legittimati dal voto popolare come Guaidò. “L’obiettivo è quello di rubare Citgo ai venezuelani – ha detto Maduro – motivo per cui metterò in atto tutte le azioni legali possibili per conservare il nostro tesoro”.

Ma quali azioni legali? E su cosa? Il dilemma è di quelli tosti: Citgo è fiscalmente domiciliata a Nassau ma registrata in Delaware, territorio Usa della più bell’acqua. E’ venezuelana ma in Venezuela oggi ci sono due presidenti. Gli Usa, che “contengono” il Delaware, riconoscono Guaidò, ma il Cda di Citgo è stato nominato da Maduro, che non è riconosciuto dagli Usa.

Chi controlla Citgo vince

Una matassa da sbrogliare e da usare a favore della linea “legittimista” a cui Maduro si sta ispirando nel giorno dell’avvio delle grandi manifestazioni di piazza lanciate dal rivale Guaidò. Matassa non solo pubblicistica ma organica al successo di ognuno che, fra i contendenti, la sbrogliasse a suo favore: nel 2018 Citgo ha registrato un utile netto di 500 milioni di dollari, con un fatturato lordo di 23 miliardi di dollari e un canale di raffinazione da 750mila barili al giorno.

Poco da fare: chi controlla Citgo vince. E’ di queste ore invece la notizia dell’arresto da parte della Policia fedele a Maduro del colonnello Oswaldo Valentin Garcia Palomo, indicato dai rapporti della Seguridad come ispiratore dell’attentato al presidente del 4 agosto 2018.