Orologio dell’apocalisse 2019 segna mezzanotte meno due minuti

Con la fine della Seconda guerra mondiale e con gli scenari bellici nucleari già ben delineati all'orizzonte, la Federazione degli scienziati atomici mise a punto un meccanismo che fosse tester della situazione mondiale in quanto a rischio.

Orologio dell'apocalisse, mancano due minuti a mezzanotte
Orologio dell'apocalisse, mancano due minuti a mezzanotte

Mancano esattamente due minuti a mezzanotte. Non ad est di Greenwich, ma sull’Orologio dell’Apocalisse. Il marcatempo ideale ed inflessibile messo a punto nel 1945 per scandire quanto ha a disposizione l’umanità prima che una catastrofe nucleare se la porti in vacca ha fatto registrare un nuovo “orario imminente”, quello cioè della distanza minima fra una cazzata planetaria e i suoi effetti.

Quando il mondo è stato vicino alla catastrofe

La faccenda è molto più seria di quanto non si creda. Con la fine della Seconda guerra mondiale e con gli scenari bellici nucleari già ben delineati all’orizzonte, la Federazione degli scienziati atomici mise a punto un meccanismo che fosse tester della situazione mondiale in quanto a rischio.

Negli anni ’40

Dal 1947, sulla scorta di grandi avvenimenti che avvicinavano il mondo alla catastrofe, l’orologio era stato aggiornato con puntualità. Nel ’47 l’orologio segnava sette minuti a mezzanotte, con i nuovi scenari mondiali ormai protesi verso la tensione della nascente Guerra Fredda.

Il 1949 fu l’anno del primo aggiornamento: L’Urss si stava armando di testate atomiche come una forsennata e la cosa fece schizzare il rating di rischio fino a mezzanotte meno quattro.

Two minutes to midnight

Nel 1953 si arrivò per la prima volta a quel fatidico e un po’ inquietante “two minutes to midnight“, come in una canzone degli Iron Maiden del 1984 (anno orwelliano per eccellenza e sia maledetta la numerologia): la crisi dei missili a Cuba in quel frangente portò davvero il mondo sul ciglio del baratro.

Nel 1991 il sollievo per una retrocessione fino a mezzanotte meno 17, e grazie tante Gorbaciov che, alla Guerra Fredda, diede una testata sul naso epocale. Da allora solo un’altra volta l’orologio dell’Apocalisse si era fermato con la lancetta dei minuti orridamente vicina a strusciarsi su quella delle ore vicino al numero 12, ed era stato l’anno scorso.

La catastrofe mai così vicina

Già, il 2018, con la Corea del Nord in fregola da test nucleari e con il clima planetario sconquassato da sessant’anni di homo sapiens sapiens nella sua variante tecno e scema, era stato l’anno dei due minuti a mezzanotte.

Il 24 gennaio, pochi giorni fa, il team di scienziati incaricato di aggiornare l’orologio ha strologato di nuovo e ha spiazzato il pianeta: siamo di nuovo a meno due a mezzanotte.

Stati canaglia armati abbestia, terrorismo e clima stuprato hanno fatto tornare quella maledetta lancetta “lunga” molto ma molto vicina alle terga di quella corta… e a quelle del mondo. Un mondo intero che contempla, fra lo scettico e l’inquieto, quell’orologio che in ogni casa di ogni città di ogni nazione segna due minuti a mezzanotte.

Tranne eccezioni più catastrofiche ancora: in casa di chiunque abbia una suocera quell’orologio segna mezzanotte meno uno.

Redazione CiSiamo
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