Russiagate, arrestato un consigliere di Donald Trump

Roger Stone, alleato del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, è stato arrestato. A dare la notizia fonti giornalistiche americane.

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È stato arrestato oggi in Florida Roger Stone: si tratta di un alleato del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A riportare la notizia gli organi di informazione americani. Allo stratega staunitenese sono stati contestati sette capi di imputazione. Tra questi figura l’intralcio all’attività di pubblico ufficiale, subordinazione di testimoni e falsa testimonianza. La vicenda fa parte del filone d’inchiesta sul Russiagate. Secondo il difensore di Stone, gli agenti federali si sarebbero presentati nella prima mattinata in casa del consulente in quel di Fort Lauderdale.

Una porzione di Russiagate

La prima udienza sul caso è previsto nella giornata odierna davanti al giudice del Tribunale di Fort Lauderdale. Sulla vicenda Stone ha ammesso di aver scambiato alcuni messaggio sotto il nome di Guccifer 2.0. Dietro questo pseudonimo di Twitter, secondo l’intelligence Usa, operavano agenti dei servizi segreti russi. Quest’ultimi avrebbero partecipato all’attacco hacker ai democratici.

La vicenda di Roger Stone

Stone è stato consigliere ufficiale della campagna nel 2015. Ha festeggiato quando Wikileaks pubblicò i messaggi di posta elettronica dei democratici poco prima del voto. In questo caso rivendicò di essere in stretto contatto con il fondatore del sito Julian Assange.

Roger Stone contattò direttamente Wikileaks per ottenere altro materiale rubato durante gli attacchi hacker ai democratici. L’obiettivo, in questo caso, era danneggiare Hillary Clinton. Tutto questo è quanto emerge dall’incriminazione che ha comportato in data odierna all’arresto di Stone.

Rapporti tra Assange e Stone

Le azioni di Stone, secondo le fonti del settore, avrebbero agito su indicazione di un alto funzionario delle campagne di Trump. Se i contatti tra Stone e Jiulian Assange sono noti da tempo, è la prima volta che i procuratori del team di Robert Mueller affermano che altre persone vicine al presidente lavorarono con Stone mentre questi entrava in contatto con il fondatore di Wikileaks.

Messaggi di posta rubati

«Dopo la pubblicazione del 22 luglio 2016 delle mail rubate ai democratici da parte dell’Organizzazione 1 – si legge in uno stralcio dell’incriminazione pubblicata dalla Cnn – ad un alto funzionario della campagna di Trump fu ordinato di contattare Stone. L’idea era quelli di chiedergli se vi sarebbero state altre pubblicazioni e se l’Organizzazione 1 avesse altre informazioni in grado di danneggiare la campagna di Clinton. Stone quindi – si conclude – disse alla campagna di possibili future pubblicazioni di questo materiale da parte dell’Organizzazione 1».

Redazione CiSiamo
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