Roger Waters riporta a casa due bambini abbandonati nella guerra Isis-Siria

La rock star Roger Waters si è adoperato in prima persona per far tornare a casa due bambini rapiti dal padre e portati nelle zone di guerre.

Roger Waters
L'intervento di Roger Waters per riportare a casa i due bambini

Erano stati rapiti e sottratti alla madre naturale dal padre che era andato a combattere sotto la bandiera del Califfato Nero, poi abbandonati dalla sua compagna di lotta e infine richiusi in un centro di detenzione. Li ha salvati, riportandoli a casa e pagando le spese di viaggio e sostentamento, uno che di cause nobili se ne intende.

Chi è George Roger Waters

Basta lo slogan lanciato a missione compiuta per svelare l’identità del salvatore di Ayiub e Mahmud, 7 ed 11 anni da Trinidad, e lo slogan è “Bring the boys back home”. Per qualche senzadio che ancora non avesse riconosciuto la celebre track dell’album dei Pink Floyd The Wall diamo le generalità per esteso dell’autore del nobile gesto: George Roger Waters, classe 1943, rock star planetaria.

La vicenda dei bambini

I due bambini erano stati rapiti da Abebe Ferrerira, loro padre, nel 2014. L’uomo era andato a combattere per l’Isis in terra di Siria. Erano accadute però due cose: primo, nel 2017 Abebe, che aveva tanta voglia di dare la vita per Allah, ci era riuscito; secondo, i bambini erano finiti sotto tutela della seconda moglie della buonanima, una matrignaccia mannara che un giorno, dato che in auto “si comportavano male sul sedile di dietro” li aveva abbandonati sul ciglio della strada (fonte Repubblica).

A quel punto l’odissea dei due bambini li aveva visti far tappa, tappa forzosa, negli slums di Damasco, fino alla presa in consegna da parte dei soldati ribelli delle Forze democratiche siriane che da quelle parti se le stavano dando con i corazzati di Assad e che li avevano internati in un campo prigionia. Roger Waters si è materializzato a quel punto.

La decisione della rock star

Saputo della vicenda di Ayiub e Mamhud da fonti diplomatiche, la rock star ha deciso di farsi carico delle spese di trasporto per ricondurre i piccoli a casa, mettendo a disposizione il proprio aereo privato ed un cospicuo budget per le spese vive necessarie ad ogni aspetto dell’operazione. I due bambini sono atterrati prima in Svizzera, da un cui quotidiano locale Waters aveva conosciuto i particolari “avventurosi” di quella baby epopea, poi a casa.

Come si procede in Europa in casi come questi

In Europa è ancora bagarre, in quanto a protocolli operativi, per riportare a casa le madri e soprattutto i figli di questi arruolamenti improvvisi di cittadini che scelgono di andare a combattere per l’Isis. Inghilterra, Belgio e Francia, i paesi più interessati dal fenomeno, procedono un po’ a tentoni e a volte accettano di riprendere solo i figli e non le madri. Quello di Waters, giureremmo, oltre che un gesto è stato un monito, un messaggio ad agire invece di sperdersi in leguleismi. Il personaggio è decisamente tipo da farlo.

Redazione CiSiamo
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