Chi sta con Guaidò e chi sta con Maduro, ecco i Paesi già “schierati” sul Venezuela

La decisione di Juan Guaidò di auto proclamarsi legittimo presidente del Venezuela ha spinto i governi mondiali a prendere posizione ufficialmente nel riconoscimento (o meno) del nuovo presidente.

Rivoluzione in Venezuela, ecco I Paesi del mondo con chi si sono schierati
Rivoluzione in Venezuela, ecco I Paesi del mondo con chi si sono schierati

La decisione di Juan Guaidò di auto proclamarsi, qualche ora fa, legittimo presidente del Venezuela e di giurare secondo formula costituzionale, non solo ha innescato un meccanismo di accelerazione delle inevitabili tensioni sociali e militari nel paese, con il blocco che fa capo a Nicolas Maduro pronto a “vedere cara la pelle”, ma ha anche spinto, in un effetto domino, i governi mondiali a prendere posizione ufficialmente nel riconoscimento (o meno) del nuovo presidente, che ha fissato due punti cardine del suo programma di esordio; chiedere aiuti umanitari per il suo paese affamato e indire quanto prima libere elezioni (che lo legittimino).

Schierati con Guaidò

Ma quali paesi, nello specifico, stanno ufficialmente con Guaidò e quali restano con Maduro? Vediamo, caso per caso fra quelli che hanno già assunto posizioni ufficiali. Il presidente dell’Argentina Mauricio Macri ha espresso il suo appoggio a Guaidò con un tweet. “L’Argentina compirà tutti gli sforzi di ricostruzione della democrazia venezuelana”, ha detto. “Tutto l’appoggio ai nostri fratelli venezuelani. Il Brasile è con voi!”. Questo invece il tweet di Jair Bolsonaro, presidente del Brasile. Il Canada appoggia “l’inizio del processo di transizione democratica in Venezuela, nel rispetto della costituzione e per indire nuove elezioni nel minor lasso di tempo possibile”.

Il comunicato, molto più cauto e tecnico, è del Gruppo dei Paesi di Lima, di cui il Canada fa parte. Idem per il Cile, che ha deciso di “riconoscere questa presidenza”. Parole del capo dello stato mandatario Sebastian Pinera. Ivan Duque, presidente della Colombia, sta con Guaidò e con la “transizione verso la democrazia”. Come lui il presidente della Costa Rica Carlos Alvarado Quesada. “Auspichiamo dialogo, pace e nuove elezioni”. Ha tweettato. Il portavoce ufficiale del ministero degli Esteri del Guatemala riconosce Guaidò. “Speriamo che a partire da oggi il Venezuela possa ripercorrere il cammino della democrazia. Appoggeremo le iniziative finalizzate a questo scopo”. Lenin Moreno, presidente dell’Ecuador, dribbla perfino il suo ingombrante nome e appoggerà l’ex presidente del Parlamento, auspicando prima possibile lo svolgimento di libere elezioni. “L’Ecuador è sempre stato solidale con il popolo del Venezuela – ha detto – il nostro paese si conforma al volere del Parlamento venezuelano” (che aveva dichiarato Maduro illegittimo – ndr).

Degli Usa sappiamo già tutto (o quasi, a far la tara alla Cia): Trump sta con Guaidò e lo ha riconosciuto a razzo ieri sera, tanto che Maduro ha deciso di rompere le relazioni diplomatiche con Washington già sei ore fa. La Cancelleria dell’Honduras comunica in un tweet che appoggerà Guaidò, ma auspica un immediato ripristino dello Stato di Diritto e condanna violenze bilaterali. Il Paraguay, per bocca di Marito Abdo, il suo mandatario designato, appoggerà anch’esso il nuovo presidente autoproclamatosi: “Contino pure su di noi per riabbracciare la democrazia”. Idem per il Perù. La maggior parte dei paesi dell’Unione Europea sta con Guaidò, ma dall’Italia mancano ancora prese di posizione ufficiali.

Schierati con Maduro

Si, ma alla fine, chi sta con Maduro? Non mancano affatto i supporters del presidente dittatore che se la sta giocando con il suo omologo libertario. Prima fra tutti la Bolivia. Il presidente Evo Morales, stoicamente in comparaggio con il regime di Maduro ha detto che “gli sgherri dell’imperialismo cercano di nuovo di ferire a morte la democrazia e l’autodeterminazione dei popoli sudamericani. (…) Non saremo mai a traino degli Usa. Lunga vita a Maduro”. Le opposizioni boliviane, rincagnate in nicchie di libertà di parola molto esili, hanno fatto sapere con comunicati pirata di stare con Guaidò. Manco a dirlo, Miguel Diaz Canelo da Cuba sta con Maduro: “Nostro appoggio e solidarietà al presidente Maduro – ha detto – di fronte agli intenti imperialisti per screditare e destabilizzare la rivoluzione bolivariana”. Anche il Messico di Andres Lopez Obrador sta con Maduro: “Incondizionatamente – si legge in una nota – noi non cambiamo posizione”. Dal canto loro, oltre oceano, Russia e Turchia stanno con Maduro, o meglio, contro Trump.