Nativo americano sbeffeggiato a Washington dagli studenti “Maga”

È successo venerdì scorso a Washington. Gli adolescenti partecipavano a una marcia antiabortista, l’uomo alla Indigenous Peoples March. Il 64enne stava suonando un canto tradizionale. I ragazzi intorno a lui gli facevano il verso.

Nativo americano sbeffeggiato da alcuni studenti
Nativo americano sbeffeggiato da alcuni studenti a Washington

Make America Great Again. È l’acronimo del movimento Maga, che negli Usa sta scoprendo il fianco a condotte equivoche a dispetto del solenne proclama che lo caratterizza. L’ultimo episodio viene proprio da alcuni studenti del Kentucky che, aderendo al movimento e in suo nome, hanno pesantemente sbeffeggiato ed umiliato un nativo americano che stava partecipando alla consueta marcia per la vita che si tiene davanti al Lincoln Memorial di Washington.

Giovani bulli puniti

Un video che sta facendo il giro della rete lo testimonia in maniera inequivocabile e, come riportato dal Miami Herald, quella “bravata” da parte dei giovani studenti di un college cattolico di Frankfort non solo non è passata inosservata, ma non resterà impunita. Il fatto sarebbe avvenuto non appena il nativo americano in questione, il 63enne Natan Phillips della tribù Seminole originariamente stanziata in Florida, aveva avviato la danza ed il canto con cui, tradizionalmente, i nativi americano offrono il loro contributo all’evento nazionale.

A quel punto sarebbero partite grida, fischi ed urla che inneggiavano, non solo beceramente ma anche senza alcuna cognizione di causa storica, perfino alla “bontà” del muro di Trump (come se gli studenti non avessero percepito, nelle ore passate evidentemente malaccio sui libri, che il Mr Phillips è probabilmente molto più americano di loro). Sta di fatto che dopo la diffusione del video non sono tardate le reazioni, di solidarietà con la vittima di quel linciaggio pubblico e di imminenti espulsioni per gli studenti individuati nel video, che sarebbe già stato acquisito dalle autorità locali e federali.

Preso di mira un nativo americano

Il nativo americano preso di mira è tra l’altro anche un veterano del Vietnam e la faccenda ha fatto insorgere anche le numerose (ed ancora potentissime) associazioni di reduci presenti sul territorio nazionale. Durissima la presa di posizione di Marcus Frejio, membro del consiglio delle tribù Pawnee e Seminole, che ha stigmatizzato come alcuni studenti, nell’indirizzare contumelie contro il nativo veterano, abbiano mimato a mo’ di scherno la haka, la tradizionale danza di guerra maori.

Phillips ha rilasciato in merito all’increscioso episodio una lunga intervista al Washington Post. “Continuavano ad urlare ed a cantare ‘costruiamo il muro, costruiamo il muro'”, ha detto laconico e sconfortato. L’America Wasp pare aver trovato un degnissimo comparaggio con l’America papista, fondendosi in una sorta di chimerica e ringhiante “America Trumpista”. Il risultato non è affatto lusinghiero.

Redazione CiSiamo
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