Attentato a Nairobi: il cittadino americano morto era sopravvissuto alla tragedia dell’11 settembre

Jason Spindler, 41enne di New York, era sopravvissuto all'attacco al World Trade Center dell'11 settembre 2001. È rimasto ucciso nell'attentato di Nairobi.

Jason Spindler è morto in un attentato a Nairobi
Jason Spindler è morto in un attentato a Nairobi (foto profilo Facebook)

Scampato all’11 settembre per morire in un altro attentato terroristico a matrice islamica, quello che ha portato i macellai di Al Shabaab a fare 14 morti in quel di Nairobi, nell’hotel Disit D2, poco più di tre giorni fa. Spunta un nome che marchia il tremendo fatto di sangue con la targa beffarda del destino crudele, fra le vittime riconosciute ufficialmente dell’attacco di Nairobi. È quello di Jason Spindler, 41enne newyorchese che era sopravvissuto all’attacco al World Trade Center dell’11 settembre 2001. Spindler all’epoca lavorava infatti per la Salomon Smith Barney, società di investimenti che aveva gli uffici proprio in una delle torri gemelle spazzate via dallo sky line della Grande Mela e dal cuore del pianeta dalla furia di Al Qaeda.

Scampato all’attentato dell’11 settembre muore a Nairobi

Dopo quell’episodio, che aveva segnato per sempre la sua vita, le attenzioni di Jason si erano rivolte al mondo dell’economia sostenibile. Armato di questa nuova visione del modo di utilizzare il denaro, l’uomo aveva dato una rotta del tutto eccentrica alla sua esistenza, senza sapere che proprio quella lo avrebbe condotto alla morte che aveva agitato la falce sul suo capo 18 anni fa. Aveva fondato una sua società di investimenti facente capo all’area della San Francisco Bay e, in questi giorni, si era recato in Kenya per sostenere un progetto che Tg.com definisce “di elettrificazione”. Al momento dell’attacco all’hotel Jason si trovava nella hall, parrebbe a gustarsi un caffè.

L’amarissima sorte dell’imprenditore statunitense si è palesata dopo il riconoscimento ufficiale da parte della madre Sarah. Suo fratello ha scritto sulla sua pagina FB: «Era un combattente, di certo gli avrà fatto vedere l’inferno». Jason aveva anche aderito ai Corpi di Pace ed aveva viaggiato in molti paesi per coltivare questa sua vocazione. Era stato in Perù. I genitori di Jason riporteranno la sua salma negli Usa fra poche ore.

Redazione CiSiamo
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