Juan Guaidò arrestato in Venezuela: rilasciato poco dopo il Presidente del Parlamento

Juan Guaido, Presidente del Parlamento del Venezuela, è stato liberato dopo essere stato arrestato dai servizi: ancora sconosciuti i motivi.

Juan Guaidò, arrestato e subito liberato il Presidente del Parlamento venezuelano
Ancora da accertare i motivi dell'arresto di Juan Guaidò

Lo zampino di Cuba nell’arresto del venezuelano Juan Guaidò ad opera degli 007 di Maduro? Gli Usa a trazione Trump ne sono certi. E pucciano nel torbido per dare la spallata finale al dittatore marxista. Dopo l’arresto e la liberazione lampo del politico il paese del Sud America è in bilico su un baratro, perso fra pulsioni autoritaristiche ulteriori e prese di posizione della Casa Bianca. Arriva la ferma condanna degli Stati Uniti dopo l’arresto lampo del Presidente del parlamento venezuelano Juan Guaidò da parte della Policia secreta del dittatore venezuelano.

L’arresto di Juan Guaidò

È una nota ufficiale del consigliere per la Sicurezza nazionale degli Stati Uniti John Bolton a chiarire la posizione dell’amministrazione Trump in merito al blitz che, poche ore fa, aveva dato la spallata definitiva a qualsiasi velleità democratica anche di facciata dell’esecutivo bolivariano in salsa socialistese del “presidentissimo” ex sindacalista. Alle 8.44 pm, ora americana della East Coast è partito anche il tweet del consigliere di Trump. Nell’esprimere “Ferma condanna”, Bolton ha detto che “Questo atto di intimidazione della Polizia segreta di Maduro (Sebin, Servicio Bolivariano de Intellighencia Nacional) sponsorizzato da Cuba e guidato dal generale Figueroa, rappresenta un grave attacco allo stato di diritto venzuelano”. Un documento con annesso tweet del Segretario di Stato Mike Pompeo delle 9.20 pm parla la stessa lingua: “Denunciamo l’arresto arbitrario del Presidente del Parlamento Juan Guaidò operato dal capo dei servizi segreti del Venezuela Manuel Cristopher Figueira. Chiamiamo tutte le forze di sicurezza a difendere la Costituzione e i diritti del popolo venezuelano. Gli Stati Uniti e il mondo vi osservano”.

Osservano e, secondo le accuse che lo stesso Maduro aveva rivolto in questi giorni proprio alle sue forze di polizia – decine di membri delle quali erano stati arrestati, incarcerati e torturati con le rispettive famiglie – operano concretamente per arginare. Le fonti governative Usa parlano da tempo ormai la lingua di operazioni della Cia sotto copertura per colpire il regime di Maduro sul tallone morbido delle sue forze di sicurezza, al cui interno la componente anti madurista sarebbe sostanziosa e motivata. Cardine dell’operazione potrebbe essere proprio Guaidò.

La dinamica dell’accaduto

Il Presidente del Parlamento venezuelano e militante del partito di Voluntad Popular era stato intercettato nel pomeriggio di ieri da un commando del Sebin lungo l’autostrada Guajira. Diverse vetture avevano affiancato al sua auto e uomini incappucciati lo avevano prelevato sotto gli occhi attoniti di decine di automobilisti. Dopo un allarmato tweet sul blitz ed il tam tam internazionale di agenzie Guaidò era stato rilasciato ed aveva tempestivamente avvisato i suoi collaboratori politici presenti a Vargas di attenderlo. La sua nota era stata durissima, durissima e propositiva. Guaidò aveva chiesto il sostegno della società civile, dei militari e delle democrazie Usa ed europee per assumere la guida di un governo che la più parte delle comunità straniere non riconoscono. Secca la chiosa del ministro venezuelano delle carceri, Iris Varela, che ha avvertito in queste ore Guaidò di aver già pronta per lui una cella in virtù del suo palese “alzamiento”, della sua intenzione di provocare un golpe. Se in Venezuela, a far la tara anche alla disastrata situazione economica, non è caos, manca davvero poco.