Maduro teme un golpe in Venezuela: così uccide poliziotti e militari

Secondo un rapporto di Human Rights Watch, riportato dal quotidiano El Nuevo Herald, Nicolas Maduro teme un golpe in Venezuela e quindi sta facendo arrestare, torturare e uccidere poliziotti e militari che potrebbero contrastarlo.

Nicolás Maduro
Radiografia del Sebin, il braccio armato del regime di Nicolas Maduro in Venezuela. Il Sebin è accusato dalle organizzazioni per i diritti umani di torture e persecuzioni

Il governo di Nicolas Maduro starebbe sistematicamente imprigionando, torturando e deportando in siti segretissimi centinaia di membri delle forze di polizia venezuelane e le loro famiglie al completo.

Un agghiacciante rapporto di Human Rights Watch, divenuto poche ore fa materia per lo scoop del Nuevo Herald, chiama in causa specifiche responsabilità del presidentissimo della repubblica bolivariana.

La notizia giunge a un anno esatto di distanza dal rocambolesco blitz del poliziotto Oscar Perez, finito con l’uccisione di quest’ultimo, che con un elicottero aveva tentato un assalto dimostrativo nei cieli di Caracas, allo scopo di chiamare il popolo alla rivolta contro Maduro.

Il timore, paventato esplicitamente nel rapporto di HRW, è quello di un golpe che colpisca il presidente facendo leva su un momento di altissima vulnerabilità politica dovuto allo sfascio dell’economia nazionale.

Secondo questo paradigma, le forze di sicurezza fedeli a Maduro avrebbero ricevuto un ordine diretto di trattare gli organici della Polizia come terroristi pronti ad un “alzamiento”, ad una sollevazione popolare che tirasse fuori il Venezuela dalla crisi economica che sta demolendo il paese e prevedesse l’uccisione del presidente.

Sulla scorta di questo ukase, le forze speciali avrebbero già provveduto a fermare non meno di trenta membri delle forze militari e di polizia, incluse le loro famiglie.

Il linguaggio del rapporto si fa a questo punto truce: gli uomini imprigionati sarebbero stati in diversi casi torturati con metodi da manuale Kubark, inclusi quelli che prevedono l’applicazione di elettrodi ai genitali e l’uso di farmaci alienanti.

Sorte ancora peggiore sarebbe toccata alle famiglie; il rapporto cita almeno due casi di violenza sessuale nei confronti di giovani donne, congiunte di alti papaveri della gerarchia militare convenzionale venezuelana.

Ad operare due unità che, nella logica della straordinaria ortodossia di applicazione della violenza nel regime di Maduro, si erano già distinte per aver a più riprese sparato sulla folla ed essersi macchiate di nefandezze da repubblica delle banane: la Bae (Brigada de Acciones Speciales) e soprattutto la V Division de Infantria de Selva, i rangers da boscaglia.

Sarebbero stati proprio costoro a creare dei “barrios”, dei veri quartieri-lager nella zona fra giungla ed Ilanos – le pianure alluvionali del Venezuela che offrono Landing zones occulte ad elicotteri e piccoli velivoli ad ala fissa – in cui rinchiudere dissidenti e familiari.

El Nuevo Herald è un quotidiano americano in lingua spagnola editato a Miami, non nuovo a scoop di peso sul regime madurista in virtù dei fortissimi agganci che la testata vanta con la numerosa comunità cubana presente nella metropoli della Florida.

Ambienti diplomatici statunitensi avrebbero fatto trapelare l’indiscrezione secondo cui, dietro lo spettro del golpe temuto da Maduro, possa esserci un oggettivo interessamento di Langley.

Redazione CiSiamo
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