Giornalista italiana fermata in Sudan: “Sto bene”

Antonella Napoli ricostruisce la vicenda che l'ha vista protagonista a Karthoum.

Antonella Napoli, la giornalista italiana fermata in Sudan
Antonella Napoli, la giornalista italiana fermata in Sudan

Parla la giornalista italiana fermata in Sudan. “Sto bene, anche grazie al grande lavoro fatto dall’ambasciatore. Ma io non sono una eroina, la notizia non sono io, la notizie è il Sudan”. Antonella Napoli ricostruisce la vicenda che l’ha vista protagonista a Karthoum. La giornalista, fondatrice e presidente dell’associazione ‘Italians for Darfur onlus’, si trova per seguire le proteste in corso nel Paese. Alla fine, la sua vicenda si è risolta cancellando quanto aveva filmato.

Il racconto della giornalista

“Stavo facendo delle immagini, probabilmente ho ripreso qualcosa che non dovevo. Mi hanno fatto capire che erano dei servizi di sicurezza. Non erano della polizia, erano in borghese. Mi hanno portato in una stanza anonima, non era un posto polizia, ma non mi hanno arrestata, mi hanno fermata”.

“Mi hanno fatto tante domande. Hanno voluto controllare tutto quello che avevo filmato, mi hanno detto che avrei potuto rischiare l’espulsione. Il problema è che in quel momento non avevo il passaporto perché domani vado in Darfour e la persona con cui sto lavorando qui aveva il passaporto per fare i permessi necessari”. Dopo tutti i chiarimenti, la giornalista è stata rilasciata: “Alla fine si è risolto tutto cancellando le cose che avevo filmato e con la promessa che non avrei più ripreso”.

“Ma, ribadisco, la notizia non sono io e lo dico anche per rispetto ai tanti colleghi che hanno perso la vita, che sono stati ammazzati, io non ho subito nulla. La notizia deve essere il Sudan. Oggi sono stata in mezzo alla manifestazione, intossicata dai fumogeni. Sono qui perché finalmente si parli di Sudan e spero che questa vicenda possa servire solo a questo”.

Redazione CiSiamo
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