Nuova arma nucleare per la Russia, Putin assiste al test del Vangard

In questi giorni si sta assistendo a una nuova corsa al riarmo. Il Presidente delle Federazione Russa ha assistito di persona al test: "La nuova arma è invincibile".

Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa
Vladimir Putin, Presidente della Federazione Russa

Il presidente russo Vladimir Putin continua a sfidare l’Occidente. Oggi, 26 dicembre, ha presenziato personalmente al test della nuova arma nucleare a planata ipersonica Vangard dalla sala di controllo del Ministero della Difesa. La notizia è stata diffusa dal Cremlino. Il Vangard, lanciato con un missile vettore intercontinentale, è in grado di trasportare una testata atomica e di planare come un aliante a grande altitudine, slittando sugli strati più densi dell’atmosfera a Mach 20. Poi scende ed è in grado di colpire obiettivi lontani senza essere intercettata da nessun sistema antimissile della Nato.

Vangard è invincibile

Il lancio è avvenuto dalla base di Dombarovsk, sui monti Urali. Vangard ha attraversato ad alta quota la Siberia per colpire un bersaglio situato in Kamchatka, distante 6.000 chilometri. Putin ha nominato la nuova arma, chiamandola Vangard, come una di quelle presentate lo scorso marzo. Questa testa è la sua risposta allo sviluppo del nuovo sistema antimissile Usa e al clima di tensione, che assomiglia a quello delle Guerra fredda, che monta fra Mosca e Washington. “Vangard è invulnerabile a qualsiasi mezzo di difesa antimissile esistente o futuribile”, ha dichiarato Putin, secondo cui l’arma ipersonica a planata “si dirige sul bersaglio come un meteorite, come una palla di fuoco”.

La nuova corsa al riarmo

Il presidente della Federazione Russa aveva già avvertito, in una conferenza stampa prima di Natale, che il pericolo di una guerra nucleare non è mai stato reale quanto oggi. Aveva in quell’occasione paventato anche la fine della nostra civiltà. Il capo del Cremlino ha avvertito gli Stati Uniti a non compiere intrusioni nella politica di Mosca, e le sue parole oggi suonano come una minaccia. Il test sul Vangard ha sicuramente fini propagandistici e rappresenta un ulteriore passo nella corsa al riarmo tra le due superpotenze. Il 20 ottobre scorso Donald Trump aveva annunciato il ritiro di Washington dal trattato sui missili nucleari a medio e corto raggio. Secondo le cifre fornite dal Pentagono oggi l’Occidente dispone di 2.207 testate nucleari, contro le 3.587 della Russia.